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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Tamponi antigenici positivi equiparati ai molecolari: Asl e Regione Campania sono "distratte"

L’escalation di contagi in Irpinia è data da un numero rilevante di tamponi rapidi positivi, assimilabili, secondo una Circolare del Ministero della Salute del gennaio 2021, ai molecolari “in condizioni d’urgenza”. Nel frattempo, tantissimi cittadini – ignari di ciò – attendono ancora il molecolare di conferma

La quarta ondata dell’emergenza Covid-19 ha prodotto i suoi drammatici effetti in tutto il Paese, senza risparmiare la Campania e la Provincia di Avellino. In Irpinia, la situazione rischia di divenire drammatica, con gli ospedali al limite del collasso e ben nove comuni su dieci nella top ten del tasso di incidenza dei contagi a livello regionale.

Numeri da record sono stati registrati, negli ultimi giorni, dall’Asl di Avellino, dovuti essenzialmente alla diffusione della contagiosissima variante Omicron e all’ingente quantità di tamponi antigenici effettuati, molto affidabili nel restituire, in presenza di sintomi, un quadro epidemiologico piuttosto delicato.

Nonostante ciò, tantissimi cittadini aspettano, da giorni, senza alcun esito, di essere chiamati dall’Azienda Sanitaria Locale irpina per la somministrazione del tampone molecolare di conferma, ritenuto dalla comunità scientifica un gold standard per la rilevazione dell’infezione da Covid-19. C’è chi ricorre ai laboratori privati per l’effettuazione dello stesso e chi, invece, si rassegna all’idea di aspettare il fatidico, ultimo giorno di isolamento per recarsi, sempre a proprie spese, in uno dei centri convenzionati con la Regione Campania per il cosiddetto PCR.

La circolare n. 705 dell’8 gennaio 2021

Per capire cosa stia accadendo, è doveroso fare un passo indietro. Il Ministero della Salute, in data 8 gennaio 2021, ha elaborato una circolare (la n. 705), intitolata “Aggiornamento della definizione di caso COVID-19 e strategie di testing”. All’interno del documento, oltre a spiegare, in maniera dettagliata, i sintomi che sono ricollegabili a un possibile contagio da coronavirus, il Direttore Generale Gianni Rezza definisce anche la differenza tra tampone molecolare e antigenici rapidi, ribadendo la maggiore affidabilità del primo rispetto ai secondi e suddividendo quest’ultima categoria in test di prima, seconda e ultima generazione.

Tuttavia, a pagina 5 del documento, si specifica che: “I test di ultima generazione (immunofluorescenza con lettura in microfluidica) sembrano mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR”. Pertanto, come è possibile apprendere a pagina 6: “Questi test sembrano mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR, specie se utilizzati entro la prima settimana di infezione, e sulla base dei dati al momento disponibili risultano essere una valida alternativa alla RT-PCR”.

E ancora: “Se la capacità di RT-PCR è limitata o qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica, può essere considerato l’uso dei test antigenici rapidi in individui con sintomi compatibili con COVID-19 nei seguenti contesti: • situazioni ad alta prevalenza, per testare i casi possibili/probabili; • focolai confermati tramite RT-PCR, per testare i contatti sintomatici, facilitare l'individuazione precoce di ulteriori casi nell'ambito del tracciamento dei contatti e dell'indagine sui focolai; • comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza, etc.) ed ambienti di lavoro per testare le persone sintomatiche quando sia già stato confermato un caso con RT-PCR; • in contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari: o per il triage di pazienti/residenti sintomatici al momento dell’accesso alla struttura o per la diagnosi precoce in operatori sintomatici”.

In sintesi, laddove si verifichino casi estremamente gravi e urgenti di diffusione del contagio, l’esito positivo di un tampone antigenico rapido può essere equiparato a quello di un molecolare, non rendendo, quindi, necessaria la somministrazione di quest’ultimo, a conferma della prima positività. A recepire ufficialmente il contenuto di questa circolare, lo scorso 28 dicembre, è stata la Regione Emilia-Romagna che ha deciso di far fronte a: “un rilevante e rapido incremento dei casi anche a seguito della rapida introduzione della variante Omicron che presenta caratteristiche di alta diffusibilità”.

Antigenici positivi equiparabili ai molecolari: nessuno (o in pochi) lo hanno comunicato

Fatte le dovute premesse, risulta evidente il motivo per cui l’Asl di Avellino ha abbandonato al proprio destino le tantissime persone risultate positive a seguito dell’effettuazione del tampone rapido. Se, da un lato, l’Azienda Sanitaria Locale ha, evidentemente e lecitamente, recepito il contenuto della circolare n. 705 dell’8 gennaio 2021 del Ministero della Salute, dall’altro ha peccato, in maniera anche gravemente grossolana, di una manchevolezza a livello comunicativo che, mai come in questo momento storico, rischia di inficiare in modo irreversibile la gestione della situazione epidemiologica.

E, a voler essere puntigliosi, nessuna comunicazione è arrivata dalla Regione Campania, né tantomeno dal Presidente Vincenzo De Luca che, in occasione dell’ultima videodiretta, si è limitato a ribadire l’obiettivo di tenere a bada la soglia critica di ricoveri in terapia intensiva: “Una delle cose che stiamo cercando di difendere, oggi, è questa: evitare, per quanto possibile, di chiudere gli ospedali, in quanto questo comporterebbe problemi maggiori per chi soffre altre patologie non Covid. Cercheremo di andare avanti così, fino a quando potremmo reggere. Tenete conto che, nel nostro personale, contiamo un centinaio di dipendenti in meno nel nostro sistema sanitario. Ma abbiamo un problema in più: la variante Omicron, meno patogena e meno grave dal punto di vista dei ricoveri, ha un'alta contagiosità e gran parte del personale viene bloccata perché ha un parente positivo e viene obbligata a stare in quarantena".

Qualche indizio, invece, è riscontrabile da alcune amministrazioni comunali presenti nel territorio irpino. In data 3 gennaio, il Comune di Carife ha pubblicato, sui propri canali istituzionali, il seguente messaggio: “Dal 01/01/2022 la positività ad un tampone antigenico è valida, a tutti gli effetti, per l'avvio della quarantena, purché effettuato presso strutture convenzionate con Regione Campania e piattaforma e-covid, e non deve essere confermata da un tampone molecolare. La disposizione si è resa necessaria alla luce dell'insostenibile sovraccarico operativo della Asl che si sta registrando negli ultimi giorni”. Una simile indicazione è contenuta, altresì, nell’ultimo verbale del C.O.C. di Bonito, pubblicato nella giornata di ieri: “I tamponi antigenici rapidi non necessitano di ulteriori conferme e sono, pertanto, assimilati quale strumento diagnostico ai tamponi molecolari”.

È plausibile, dunque, che gli enti comunali della Provincia di Avellino (o soltanto una parte di essi) siano stati avvisati dall’Asl sulla possibilità di applicare quanto previsto dalla circolare n. 705/2021 del Ministero della Salute. Resta, comunque, il fatto che una stragrande maggioranza di popolazione, non essendo al corrente di tutto ciò, continui ad attendere invano la somministrazione di un molecolare che non arriva mai.

E se si prova a contattare l’Asl di Avellino? Ecco un film già scritto

E cosa accade se una persona, risultata positiva al coronavirus tramite test antigenico e in attesa della conferma del molecolare, non sapendo dell’esistenza della circolare sopra menzionata, prova a mettersi in contatto con l’Asl di Avellino? Ne avevamo già parlato in questo precedente articolo, a più di un anno di distanza dallo scoppio della pandemia, evidenziando, in quell’occasione, il grave ritardo nella procedura di vaccinazione di tantissimi cittadini ultraottantenni.

Ebbene, a distanza di quasi dieci mesi dall’ultima segnalazione, ci si deve imbattere, nuovamente, in un film già scritto. La prima telefonata al Call Center dell’Asl, effettuata lunedì 3 gennaio 2022 alle ore 09:29 (FATE BENE ATTENZIONE ALLA DATA!) viene respinta dal seguente messaggio registrato.

La seconda telefonata, datata mercoledì 5 gennaio alle ore 12:44, dà semplicemente il segnale di “linea occupata”.

Insomma, passano le ondate, ma il rumore del mare è sempre lo stesso. Ed è sempre un rumore fragoroso, orrendo, irritante, per tutti i cittadini irpini che, in questo momento, hanno un bisogno disperato di cenni di vita, delucidazioni, trasparenza, verità dall’Asl di Avellino e dalla Regione Campania.

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