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Strage del bus sull'A16, parti civili chiedono processo per gli indagati

In particolare, e' stata citata una sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, che per un analogo incidente avvenuto in Sicilia, nel quale persero la vita quattro persone, ha ritenuto responsabile il gestore dell'arteria della loro morte

Nuova udienza davanti al Gup del Tribunale di Avellino, Gianfrancesco Fiore, del processo a carico di 15 indagati accusati a vario titolo della morte di 40 persone che il 28 luglio del 2013 persero la vita precipitando a bordo di un bus dal viadotto "Acqualonga" dell'A16 Napoli-Canosa, in territorio di Monteforte Irpino.

I difensori delle parti civili, complessivamente 113 quelle di cui e' stata accettata la costituzione, hanno chiesto il rinvio a giudizio degli indagati.

In particolare, e' stata citata una sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, che per un analogo incidente avvenuto in Sicilia, nel quale persero la vita quattro persone, ha ritenuto responsabile il gestore dell'arteria della loro morte.

La prossima udienza e' stata fissata il 22 febbraio per gli interventi dei difensori degli indagati. In quella precedente, dello scorso 17 dicembre, anche i pm della Procura di Avellino, Cecilia Annecchini e Adriano Del Bene, avevano chiesto il rinvio a giudizio degli indagati.

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