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Domenica, 25 Febbraio 2024
Cronaca

Strage dell'Acqualonga, l'avv. Banfi: "Mancanza manutentiva, Autostrade deve risarcire i feriti"

Anche il legale del responsabile civile, l’avvocato Perrone, ha concluso chiedendo l’assoluzione per i dirigenti Aspi condannati in primo grado e la conferma delle assoluzioni

Nella scorsa udienza, celebrata il 4 maggio 2023, il sostituto procuratore generale di Napoli, Stefania Buda, aveva chiesto la condanna per gli ex vertici di Autostrade per l’Italia assolti in primo grado dal Tribunale di Avellino, a partire dall’ex amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castelllucci. La richiesta è stata di 10 anni di reclusione per Giovanni Castellucci, Riccardo Mollo, Massimo Fornaci, Marco Perna, Michele Maietta e Antonio Sorrentino. Per Nicola Spadavecchia, Gianluca De Franceschi. Il procuratore generale, invece, ha chiesto la conferma della condanna di primo grado, che li ha visti condannati a 6 anni di reclusione. Mentre per Paolo Berti e Gianni Marrone ha chiesto la conferma ai 5 anni e 6 mesi di reclusione, per Michele Renzi e Bruno Gerardi condannati a 5 anni di reclusione. Dinanzi al collegio della Seconda Sezione Penale di Appello di Napoli, per la dott.ssa Stefania Buda, risultava pressoché evidente un’erronea valutazione di merito e documentale e, nella fattispecie, ha ribadito quello che, a suo dire, sarebbe stato, invece, un coinvolgimento pieno da parte degli allora vertici Aspi relativamente alla mancata riqualificazione del viadotto.

In data odierna, il legale del responsabile civile, l’avvocato Perrone ha chiesto l'assoluzione per i dirigenti Aspi già condannati e, contestualmente, chiedeva la conferma dell'assoluzione per gli altri. Per Autostrade, però, giungeva anche una nuova richiesta di risarcimento: quella dell'avvocato  di parte civile Vincenzo Banfi. L'avvocato che rappresenta due persone tamponate dal autobus prima di finire nel viadotto di Monteforte Irpino, dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, ha chiesto di riformare la sentenza emessa dal tribunale di Avellino nel 2019. Nella sentenza di primo grado, infatti, il Tribunale ha condannato al risarcimento del danno i soli imputato Lametta e Ceriola, senza considerare il profilo di responsabilità di Autostrade per l'Italia e degli stessi imputati condannati in primo grado: "Tutto è derivato dalla mancanza manutentiva", ha dichiarato l'avvocato Banfi. "Se le barriere avessero sorretto il pullman durante l'urto, la polizza assicurativa del bus sarebbe stata sufficiente a coprire i danni", conclude. 

Strage dell'Acqualonga: un disastro che costò la vita a 40 persone

La Strage dell'Acqualonga avvenne la sera del 28 luglio 2013: lungo l’autostrada A16, nel territorio del Comune di Monteforte Irpino, un bus precipitò dal cavalcavia a causa della rottura del giunto di trasmissione con conseguente rottura dell'impianto frenante. Su di esso, viaggiavano turisti di Pozzuoli, di ritorno da una giornata trascorsa a Telese Terme e Pietrelcina. Il bilancio fu drammatico: 40 vittime e 8 feriti. In primo grado furono condannati Gennaro Lametta e Antonietta Ceriola a 8 anni di reclusione. Furono, invece, condannati a sei anni di reclusione i dirigenti di Autostrade, Gianluca De Franceschi e Nicola Spadavecchia, Paolo Berti e Gianni Marrone, furono condannati a 5 anni e 6 mesi, Michele Renzi e Bruno Gerardi, furono condannati a 5 anni. Assolto l’ex amministratore delegato della concessionaria, Giovanni Castelucci, oltre al dirigente generale di Autostrade, Riccardo Mollo, e i dipendenti Michele Maietta, Massimo Fornaci, Marco Perna e Antonio Sorrentino e Vittorio Saulino della Motorizzazione di Napoli.

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