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Strage del bus, la Procura di Avellino ricorrerà in Appello

La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 11 gennaio

La Procura di Avellino ricorrerà in appello per la sentenza relativa la strage di Acqualonga. La sentenza di primo grado era stata emessa lo scorso 11 gennaio dal giudice monocratico del Tribunale di Avellino, Luigi Buono. I Pm, Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini, hanno deciso di ricorrere nei confronti degli imputati, eccezion fatta per Vittorio Saulino, il funzionario della motorizzazione che, in primo grado, ha ottenuto l'assoluzione.

La sentenza di primo grado

In primo grado era stato assolto l'ad di Autostrade Giovanni Castellucci. La condanna più grave inflitta dal giudice monocratico di Avellino, Luigi Buono, è stata dodici anni di reclusione per Gennaro Lametta, il proprietario del bus che fu noleggiato da una comitiva di pellegrini di Pozzuoli: per lui il giudice ha riconosciuto l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e il falso per la revisione del bus. Otto anni di reclusione sono stati inflitti alla funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola, mentre il collega Vittorio Saulino è stato assolto. Tra i dirigenti di Autostrade per l'Italia, assieme all'ad Giovanni Castellucci, sono stati assolti anche Riccardo Mollo, Giulio Massimo Fornaci, Antonio Sorrentino, Michele Maietta e Marco Perna. Condannati a 5 anni di reclusione per disastro colposo e omissione in atti d'ufficio l'ex direttore di tronco Michele Renzi, Paolo Berti, Bruno Gerardi, Gianni Marrone. Sei anni di reclusione per Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi. 

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