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Strage del bus, la deposizione delle donne sopravvissute

Mio marito, morto nell'incidente, mi ha abbracciato e mi ha detto "Abbiamo fede"

Continua senza sosta il processo relativo alla strage dell’Acqualonga. Oggi, è stato il giorno di due testimoni chiave della vicenda: Pastorina De Felice e Annalisa Caiazzo, miracolosamente sopravvissute al dramma.  

La signora De Felice ha risposto alle domande del Piemme; quest’ultime indirizzate soprattutto verso la figura di Ciro Lametta, autista del bus. Ecco le dichiarazioni della donna: 

“Ricordo nitidamente mio marito che mi faceva da scudo e ho visto il braccio abbandonato di Lametta; aveva perso i sensi. Ero dietro di lui, lato sinistro e seggiolino destro. Mio marito, morto nell'incidente, mi ha abbracciato e mi ha detto "Abbiamo fede". Poi non ricordo più nulla. Ciro non avrebbe mai dovuto mettersi alla guida. Sapeva che quell'autobus non era in buone condizioni. Siamo stati tre giorni a Telese Terme e per tre giorni lui era sempre lì a fare manutenzione”.  

Le due donne, ancora, hanno rilasciato dichiarazioni concordanti:

“L'autobus ha viaggiato strusciando sul guardrail di destra superando tutte le vetture incolonnate e, una volta imboccato il viadotto, non si è mai spostato verso il centro della carreggiata. Ha continuato sulla rotta fino a sfondare i new jersey e precipitare”.  

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