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Cronaca

Stir, Mazza: “L'impianto continua ad avvelenare la Valle del Sabato”

La conferenza dei servizi sullo Stir per l’esame del progetto di ampliamento

Nella giornata di oggi è avvenuta la conferenza dei servizi sullo Stir per l’esame del progetto di ampliamento. Queste sono le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Franco Mazza dell’associazione “Salviamo la Valle del Sabato”:

“Riteniamo che l’impianto rappresenta una delle principali fonti di inquinamento per la Valle del Sabato. Non consideriamo meritevole di valutazione positiva qualsiasi progetto di ristrutturazione e riorganizzazione, se non una definitiva delocalizzazione con successiva bonifica dell’area. E’ uno scandalo che, ad un anno dalla nascita dell’ATO Rifiuti, l’ente d’ambito rispetto ad una questione tanto importante si limita a guardare senza fare nulla mentre una società, IrpiniAmbiente, programma un’opera che non sappiamo se risponde esattamente alle esigenze del territorio o della stessa società. Il silenzio assordante di ATO è impressionante. Il progetto prevede un ampliamento di attività incredibile con aggiunta di nuovi e numerosi codici di rifiuti anche pericolosi non previsti prima, con una sicura ricaduta negativa sull’ambiente circostante in cui spicca sicuramente il centro abitato, già duramente provato da una condizione di inquinamento diffuso. Facciamo appello allo studio del CNR, commissionato dalla Provincia di Avellino e costato 50 mila euro di soldi pubblici. Tale studio evidenzia la particolarità del territorio in cui gli inquinanti non si disperdono, ma ristagnano. Il CNR invitava a monitorare in continuo l’area e a minimizzare gli impatti. Dopo aver visionato lo studio,  la Provincia, l’ASI, diversi comuni e IrpiniAmbiente firmarono nel 2010 un protocollo d’intesa e si impegnarono ad operare per ridurre l’inquinamento nella valle. L’anno scorso, i sindaci della valle, convocati dal sindaco di Montefredane, si riunirono e siglarono un verbale col quale chiedevano la delocalizzazione dello Stir e interventi di bonifica dell’area. Il verbale fu poi approvato da tutti consigli comunali, spesso all’unanimità. Auspichiamo, dunque, che quanto già deciso non venga sconfessato dai soggetti istituzionali presenti al tavolo. Infine siamo stanchi di leggere pareri favorevoli con prescrizioni, cosa che spesso fa ARPAC (peraltro inspiegabilmente assente), perché è come lavarsi la coscienza, pur sapendo che poi quelle prescrizioni non verranno mai verificate e i danni li paghiamo noi cittadini. Alla fine, ritengo che ci troviamo davanti a un nulla di fatto”.

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