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Stipendi gonfiati all'Asl, l'indagato sceglie di non rispondere

L.G., 58enne di Gesualdo, dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari, Paolo Cassano, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, si avvaleva della facoltà di non rispondere

L.G., 58enne di Gesualdo accusato di essere entrato in maniera illecita all'interno dei sistemi informatici dell’Asl di Avellino al fine di alterare aumentando in maniera spropositata gli stipendi di alcuni complici e, ancora, dirottando ingenti somme di denaro su conti correnti di persone estranee all’azienda; dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari, Paolo Cassano, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, si avvaleva della facoltà di non rispondere. 

Le mosse della difesa dell'imputato

I legali dell'uomo, Umberto De Basso De Caro e Marcello D’Auria, richiedevano l'immediata revoca degli arresti domiciliari del loro assistito poiché non vi sarebbe la possibilità di reiterare il reato.

La truffa scoperta dalla Guardia di Finanza 

La Guardia di Finanza di Avellino ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di L.G. emessa dal gip del tribunale di Avellino. L’indagato è ritenuto responsabile, in concorso con altri soggetti. di truffa aggravata ai danni dell’Asl di Avellino consistita nell’erogazione a dirigenti medici di stipendi illecitamente aumentati. Oltre all’ordinanza cautelare. è stata data esecuzione anche ad un provvedimento di sequestro preventivo per complessivi € 30.288,00 nei confronti di G.N. e G.G.. ritenuti responsabili di concorso con L.G., nella condotta truffaldina ai danni dell’Asl. Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica e svolte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Avellino costituiscono il prosieguo di un’attività investigatixa avviata nel 2018 che già aveva portato al sequestro di beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie per un importo complessivo pari ad € 452.280,08.

Stipendi "gonfiati" fino a dieci volte

Gli esiti delle ulteriori attività investigative e degli accertamenti connessi hanno consentito di individuare un pervasivo. risalente e anicolato sistema fraudolento. anraverso cui gli indagati riuscivano a modificare. falsificandoli. i dati di presenza in servizio e di indennità economiche, in modo da poter attribuire ai singoli beneficiari uno stipendio netto mensile superiore a quello ordinariamente a loro spettante che. in alcuni casi, è stato accertato essere anche dieci volte superiore. Ed invero. in diversi mesi il dirigente medico “avvantaggiato’ riusciva anche ad ricevere l’accredito di uno stipendio netto di € 42.000,00. Le meticolose indagini nel loro insieme hanno consentito di accertare un danno complessivo per stipendi non spettanti gravante sul bilancio dell’A.S.L. di Avelino per € 861.739,38

Sequestrati oltre 30mila euro

Il ruolo dell’indagato sottoposto alla misura cautelare è risultato determinante per il buona riuscita del piano truffaldino. poiché aveva l’accesso diretto al sistema software gestionale dell’Asl utilizzato per l’elaborazione stipendiale. In questo modo poteva così inserire dati di presenza lavorativa e di indennità che di fatto non erano mai stati conseguiti dal dirigente medico indagato. Non solo. L’accesso diretto al sistema ha consentito all’indagato di creare altresì delle vere e proprie posizioni stipendiali fittizie. non riconducibili a nessun dirigente medico o dipendente dell’Asl di Avellino. che servivano unicamente a far uscire soldi dalle casse di quest’ultima. e farli transitare su c/c appositi accesi dagli altri correi. nei cui confronti il Gip ha disposto il sequestro della complessiva somma di oltre 30.000,00 euro.

 

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