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Sprechi in sanità: all'Asl Avellino 28 dirigenti in più

Retribuiti 523 incarichi di "primari" e pagate 1.915 indennità di "dirigenza" in eccedenza. Il buco è stato scoperto dalla Guardia di Finanza che da questa mattina notifica 49 provvedimenti giudiziari emessi dalla corte dei conti di Napoli nei confronti di dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie campane

Un danno erariale da 16milioni di euro alla Regione Campania. Una voragine aperta attraverso sprechi su sprechi nella Sanità. Il buco è stato scoperto dalla Guardia di Finanza che da questa mattina notifica 49 provvedimenti giudiziari emessi dalla corte dei conti di Napoli nei confronti di dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie campane. Nessuno ne resta indenne. 

All’Asl di Avellino risultano 28 dirigenti in più.

Come è stato possibile accumulare a livello regionale 16 milioni di euro di somme “indebitamente spese”? Secondo le Fiamme gialle, a causa dell’assegnazione di 
incarichi di primario e vice primario negli ospedali campani in esubero rispetto a quanto imposto dal governo in tema di “spending review”. Le indagini, avviate a seguito dell’approfondimento di alcune spese anomale presenti nei bilanci della regione Campania, hanno permesso di rilevare che, nonostante l’esistenza di un puntuale obbligo di ridurre le unità operative ed i connessi incarichi dirigenziali nel limite dei parametri definiti dall’intesa stato-regioni, non si e’ mai provveduto a tale esigenza di contenimento della spesa generando, così, un disavanzo per le casse della regione pari a circa 16 milioni di euro.

Dal mancato rispetto di tale obbligo normativo, introdotto già dall’anno 2005, sono scattate le indagini dei finanzieri del gruppo di Torre Annunziata e della compagnia di Nola i quali hanno analizzato le piante organiche di ogni singola azienda sanitaria, ospedaliera ed universitaria rilevando quanti fossero gli incarichi dirigenziali in esubero assegnati e puntualmente retribuiti.

L’attività ha consentito di accertare che negli anni 2014 e 2015 sono stati retribuiti 523 incarichi di “primari” e pagate 1.915 indennità di “dirigenza” in eccedenza rispetto alla dotazione organica prevista. Ad essere sottoposte al vaglio delle Fiamme gialle anche le aziende ospedaliere universitarie regionali della Federico II, della seconda università di Napoli e dell’Irccs Pascale le quali hanno accumulato in pochissimo tempo un danno pari a 5 milioni di euro. 

Nel corso delle indagini è stata ricostruita l’intera procedura amministrativo-contabile adottata dalla regione Campania e dalle singole direzioni sanitarie ed ospedaliere per giungere alla riduzione delle posizioni in esubero la quale, in alcuni casi, dal lontano 2005 non era mai stata avviata ovvero conclusa. Oggi ad essere notificati sono stati non solo dei provvedimenti che chiamano in causa i singoli direttori sanitari di tutte le aziende sanitarie, universitarie ed ospedaliere campane, per il danno erariale ad oggi consumato, ma anche richieste cautelari finalizzate ad interrompere, immediatamente, il pagamento degli incarichi individuati in esubero così da impedire un ulteriore dispendio di risorse.

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