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Cronaca

Sparatoria in viale Italia, Vittorio Casanova condannato a otto anni

Il 18enne era accusato, assieme al padre, del ferimento di tre persone avvenuto durante i festeggiamenti della vittoria dell’Italia agli Europei

Nella giornata di oggi veniva emessa una nuova condanna relativamente alla sparatoria di Viale Italia. Vittorio Casanova, il 18enne accusato di essere parte attiva nell'episodio che ha visto il ferimento di tre persone al centro di Avellino durante i festeggiamenti della vittoria dell’Italia agli Europei, è stato condannato a 8 anni di reclusione. 

Il Tribunale, inoltre, non ha riconosciuto le attenuanti generiche, scagionando, tuttavia, il giovane dal tentato omicidio di Ivan Santamaria, che quella sera si trovava con i due Ferrara. Attualmente Vittorio è sottoposto agli arresti domiciliari con le autorizzazioni al lavoro, alla palestra e alla scuola guida. 

Il 20 giugno scorso, il PM del tribunale dei minori aveva chiesto 7 anni di reclusione per il 18enne, accusato, assieme al padre, Ciro Casanova, di tentato omicidio, difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero e tradotto dapprima nel carcere di Airola e, successivamente, ai domiciliari. Il legale del giovane ha già annunciato di fare ricorso in appello nella giornata di domani.

La sparatoria in Viale Italia

I fatti avvennero la notte tra il 6 ed il 7 luglio a Viale Italia, durante i festeggiamenti per la vittoria dell'Italia sulla Spagna agli Europei di calcio. Il 55enne avellinese sparò contro Gianluca e Ettore Ferrara, padre e figlio, e Ivan Santamaria. 

Ciro Casanova era ritenuto gravemente indiziato della commissione di gravi reati, quali il tentato omicidio plurimo e la detenzione e porto illegale di arma da sparo, con a corredo munizionamento cal. 7,65 dall’aumentata micidialità, non vendibile secondo gli ordinari canali commerciali. Al momento della sparatoria, con lui c'era il figlio allora minorenne, Vittorio.

Le investigazioni condotte dalla Procura della Repubblica di Avellino, guidata da Domenico Airoma, e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale, hanno permesso di ricostruire l'accaduto, grazie anche all'acquisizione delle immagini delle telecamere di video-sorveglianza. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 55enne ha raggiunto il luogo della sparatoria a bordo di una Fiat 600 per poi far esplodere i colpi di arma da fuoco.

Fu proprio Vittorio, arrivato in macchina insieme al padre quella sera e consapevole che quest’ultimo avesse portato con sé la pistola, a chiedere l’intervento del genitore per il pestaggio subito dal figlio di Gianluca Ferrara. 

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