Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Sparatoria in via Visconti: nell'agguato, Francesco Liotti ha risposto al fuoco?

Cruciali le testimonianze degli investigatori e le intercettazioni telefoniche

Francesco Liotti ha risposto al fuoco per difendersi dall'agguato subito in via Visconti il 20 agosto 2020? Questo è l'interrogativo centrale del processo in corso presso il Tribunale Collegiale di Avellino, presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato. Liotti, difeso dall'avvocato Costantino Sabatino, è stato rinviato a giudizio per detenzione abusiva di un'arma, con l'aggravante del metodo mafioso. Le indagini, analoghe a quelle del processo che ha condotto alla condanna di Danilo Volzone, sono state condotte dalla Squadra Mobile di Avellino sotto la guida del sostituto procuratore antimafia Ida Frongillo. Due investigatori coinvolti nelle indagini sono stati chiamati a testimoniare dal pm antimafia.

La ricostruzione dei fatti

Due informative hanno ricostruito gli eventi accaduti tra la notte del 19 agosto 2020 e le 12 del 20 agosto, tra Rione Aversa e Via Visconti, zona diventata teatro di sparatorie in poche ore. Parte della vicenda è stata ricostruita tramite intercettazioni telefoniche nell'ambito di un'indagine per droga a carico di Volzone, come spiegato in aula da un investigatore.

Il pm antimafia ha chiesto come fosse emerso che Liotti detenesse una pistola al momento dell'agguato. "In effetti, il 20 agosto 2020, in Via Visconti, Liotti rimase ferito al volto," ha dichiarato l'investigatore. La domanda cruciale era se Liotti detenesse un'arma. "Dalle testimonianze raccolte," ha aggiunto, "risulta che un soccorritore, che aveva accompagnato Liotti dalla sorella Sonia, ha confermato la presenza di un'arma."

L'accusa a Danilo Volzone

Durante le indagini, è stato identificato il presunto autore del tentato omicidio, Danilo Volzone, condannato a 14 anni con una sentenza recentemente annullata dalla Cassazione. Le indagini si sono basate principalmente su attività tecniche. "Le intercettazioni erano già in corso," ha spiegato l'investigatore, "autorizzate dalla Procura di Avellino per reati di droga in un altro procedimento. Sono state utili perché Danilo Volzone, prima e dopo l'evento delittuoso, ha contattato la persona che gli aveva prestato la vettura. C'è anche un'intercettazione della notte precedente che ha registrato un certo fermento tra i fratelli Volzone. L'auto di Angelo Volzone era stata colpita da un colpo d'arma da fuoco. Abbiamo sequestrato l'auto il giorno 21 durante le perquisizioni."

Non ci sono intercettazioni dirette su Francesco Liotti, ma la ricostruzione dei fatti si basa sulle intercettazioni relative al procedimento principale. È emerso, sempre dalle intercettazioni, che la sera dell'agguato, intorno alle 20:22 del 20 agosto 2020, un familiare di Liotti, a bordo di un motociclo, raggiunse il vicino Rione Aversa per sparare contro una proprietà dei Volzone. Questa vicenda è stata confermata da un'intercettazione telefonica di settembre 2020 tra un pregiudicato avellinese per spaccio e un detenuto coinvolto nel blitz contro il Nuovo Clan Partenio. La prossima udienza è fissata per il 10 dicembre.

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