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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

Spaccio di droga nelle strutture ricettive, emessa la condanna

Gli imputati avrebbero dato vita a una grossa attività di spaccio di stupefacenti. La droga sarebbe stata nascosta nelle camere d’albergo di due strutture ricettive situate tra Atripalda e Manocalzati

Emessa la sentenza nei confronti di cinque soggetti accusati di spaccio, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Gli imputati - difesi dagli avvocati Vittorio Guadalupi, Nicola De Filippo, Antonio Tomeo, Michele Sanseverino, Gerardo Santamaria e Nello Pizza - avrebbero dato vita a una grossa attività di spaccio di stupefacenti. La droga sarebbe stata nascosta nelle camere d’albergo di due strutture ricettive situate tra Atripalda e Manocalzati. 

Nello specifico, il Gip Paolo Cassano ha condannato De Luca Ciro e Pagani Maddalena alla pena di anni quattro e mesi otto di reclusione ed euro 20.000 di multa ciascuno. Lanzillo Gino alla pena di anni sei di reclusione ed euro 30.000 di multa; condanna De Luca Ciro, Lanzillo Gino e Pagani Maddalena al pagamento delle spese processuali; applica a De Luca Ciro, Lanzillo Gino e Pagani Maddalena le pene accessorie dell'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, del divieto di espatrio e del ritiro della patente di guida per la durata di anni due; dichiara Lanzillo Gino in stato d'interdizione legale durante la pena; ordina la confisca e la distruzione dello stupefacente in sequestro.  Assolve Spatuzzi Gianluca e Valente Carmine dal reato loro ascritto e ne revoca la misura cautelare imposta e, per l'effetto, ne dispone la liberazione. 

La piazza di spaccio sgominata dalla Squadra Mobile  

L’inchiesta in auge iniziava nell’autunno 2020 fino all’aprile 2021. A seguito di una serrata attività d'intercettazione svolta dagli inquirenti, si giungeva al decreto di giudizio immediato a firma del sostituto procuratore Vincenzo Russo. Nella fattispecie, i soggetti coinvolti nella vicenda, in sede d'interrogatorio di garanzia, non fornivano una versione alternativa ai fatti a loro contestati che potesse mettere in discussione la gravità indiziaria a loro carico. Tre di loro, ancora, si avvalsero della facoltà di non rispondere.  

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