Cronaca

"Sono innocente" la storia di Gerardo De Sapio in onda su RaiTre

De Sapio trascorrerà diciannove lunghi giorni di carcere, quello militare di Santa Maria Capua Vetere, dove il sottufficiale conoscerà anche Bruno Contrada

Gerardo De Sapio di Monteforte Irpino è uno dei protagonisti della trasmissione di Rai3 “Sono Innocente”, condotta dal giornalista Alberto Matano, in onda sabato 25 febbraio alle 21.10. Il dramma e il riscatto di uomini e donne accusati ingiustamente, le storie di persone che da una vita normale e tranquilla si trovano catapultate in un vero e proprio incubo, la realtà cruda e difficile del carcere. 

Gerardo De Sapio racconta la sua storia. Il suo incubo inizia l’otto marzo 2008: il brigadiere dei Carabinieri di Avellino, trent’anni in prima linea contro la criminalità organizzata, che viene arrestato dai suoi colleghi, su disposizione della Dda di Napoli, per favoreggiamento al clan Genovese. Avrebbe passato informazioni di natura mafiosa. 

De Sapio trascorrerà diciannove lunghi giorni di carcere, quello militare di Santa Maria Capua Vetere, dove il sottufficiale conoscerà anche Bruno Contrada. L’onore di una carriera, vissuta in zone calde della Campania da sottufficiale, sarà restituito solo nell’aprile del 2009, quando il Gip del Tribunale di Napoli lo dichiarerà assolto per «non aver commesso il fatto». Ma il danno sulla persona resta. Lo Stato per ingiusta detenzione lo indennizza di 3mila euro.

La sua battaglia contro l’ingiustizia non si ferma: sta intentando la causa civile per danni esistenziali. La sua richiesta è di 500mila euro. A giudicare sarà un magistrato del Tribunale di Napoli. Non sono i soldi che riabilitano un uomo ma gli attestati di stima che Gerardo De Sapio ha sempre ricevuto nella vita.

Sposato con Vincenzina, papà di due figli: Antonio militare nell’esercito a Venezia con varie missioni all’estero, mentre il secondogenito Andrea lavora per una società assicurativa. Tutti si sono trovati in quel lontano 2008 in mezzo alla bufera ma hanno sempre creduto nell’onestà di Gerardo.

“Un infamia che ancora oggi resta indelebile nella mia mente. Dove ancora si combatte per avere giustizia. Ma quel giorno maledetto non ha mai cancellato quei valori sacri che ci hai insegnato e che oggi fanno di me un uomo”, Antonio il primogenito chiede al papà di continuare a combattere.

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