Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca Solofra

Da Solofra a Shanghai, l'enigma dei 45 milioni e la fuga dei capitali: conclusa l'indagine

La Procura di Avellino ha chiuso l’inchiesta che, nel marzo scorso, portò all’emissione di misure cautelari e reali nei confronti di soggetti indagati per una maxi frode da 45 milioni di euro

La Procura di Avellino ha concluso un'importante inchiesta riguardante una frode milionaria che ha scosso il territorio lo scorso marzo. Il Procuratore Luigi Iglio ha finalizzato gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di Ermanno Siano, 46 anni di Avellino; Alessandro Romano, 39 anni di Atripalda; Alfonso Oliva, 41 anni, di Nocera Inferiore; Domenico Calabrese, 44 anni, e Dario Alderisi, 57 anni, di origine rispettivamente tedesca e brasiliana. La difesa degli indagati è stata affidata agli avvocati Ennio Napolillo, Claudio Frongillo, Raffaele Tecce e Assia Iannaccone. Questi individui sono accusati di vari reati legati alla frode di 45 milioni di euro.

Movimenti bancari verso paesi extracomunitari, in particolare verso la Cina

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno portato alla luce elementi che indicano come i due individui, tramite "prestanome" compiacenti e società "cartiere", abbiano messo in atto un sistema di frode fiscale di oltre 45 milioni di euro. Una parte di queste somme, circa 1,7 milioni di euro, è stata trasferita attraverso numerosi movimenti bancari verso paesi extracomunitari, con una particolare destinazione verso la Repubblica Popolare Cinese. Le indagini hanno rivelato che gli indagati hanno eseguito diversi trasferimenti di capitali tra le società coinvolte nel sistema fraudolento, alternando cambi di amministratori e cessioni di quote societarie per eludere i sospetti e mascherare i capitali utilizzati. È stato anche accertato che i proventi illeciti sono stati riciclati attraverso contratti fittizi con altre aziende e la cessione di crediti, al fine di allontanare le responsabilità dalle società principali coinvolte.

L'operazione è stata inoltre agevolata dall'analisi dei dati informatici, che ha fornito elementi cruciali per delineare il contesto investigativo e individuare le responsabilità penali degli indagati. Questa inchiesta dimostra l'importanza del monitoraggio dei flussi finanziari nel contrasto al riciclaggio di capitali illeciti, sottolineando l'impegno delle Fiamme Gialle nel prevenire la contaminazione dell'economia legale e garantire le condizioni di concorrenza equa.

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