Cronaca

La giornalista chiede quanti sono i positivi all'interno del comune, il sindaco di Montella la blocca

È quanto accaduto alla collega di Palermo Today, originaria di Montella

A volte, in questo mestiere, può capitare di imbattersi in cose assurde, fuori da ogni logica. E non potremmo definire in altro modo quanto accaduto alla nostra collega di Palermo Today, Sandra Figliuolo, originaria di Montella. Sandra ha avuto l'ardire di chiedere al sindaco del comune irpino - sulla pagina Facebook del primo cittadino - quanti fossero, attualmente, i soggetti positivi a Montella. Una domanda lecita, per nulla inopportuna, pronunciata in primis da una persona che sta preoccupandosi delle condizioni dei propri familiari, che ancora lì risiedono, e poi dalla giornalista... La risposta? Il contatto di Sandra è stato bloccato. Un'usanza, quella del sindaco Buonopane, che non sembra affatto essere inusuale.

Queste sono state le parole di Sandra Figliuolo: 

"In piena pandemia, mentre la Campania è tra le regioni che destano maggiori preoccupazioni per l'aumento costante dei contagi e anche l'Irpinia sta purtroppo facendo i conti con il virus, i cittadini hanno fame di informazione: vogliono sapere quanti malati ci sono nei loro paesi, se qualcuno è guarito, se - col passar dei giorni - la situazione migliora o peggiora. Domande non solo sensate, ma anche lecite, alle quali peraltro i giornalisti hanno il dovere di rispondere. Ma sono domande che sembrano non piacere affatto a qualche sindaco, come quello di Montella, Rizieri Buonopane".

"Da qualche tempo, infatti, il primo cittadino - che usa il suo profilo Facebook per fini istituzionali, fornendo (correttamente) informazioni ai montellesi sull'andamento dell'epidemia - ha preso l'abitudine di bloccare gli utenti che chiedono chiarimenti. Non che insultano, non che diffamano, non che contestano (e sarebbero in questo caso assolutamente liberi di farlo), ma che fanno solo una semplice domanda.
Da quando all'inizio di ottobre Montella non è più Covid free, il sindaco ha adottato uno strano modo di comunicare, limitandosi a dire nei suoi post che c'erano due, tre, quattro contagiati in più, senza però mai specificare quanti fossero in tutto. Diverse persone hanno avuto l'ardire di chiedere dati più precisi ed ecco che, improvvisamente, si sono ritrovate a non poter più visualizzare quel profilo e, dunque, nonostante siano cittadini montellesi, a seguire il proprio primo cittadino sul social".

"Un atteggiamento che desta non poche perlessità, specie se messo in atto da un sindaco: l'articolo 21 della Costituzione, quello che tutela il diritto all'informazione e la libertà di espressione, non è infatti un orpello, ma un fondamento della nostra democrazia. Pensare di eliminare e "bloccare" chiunque dissenta o sollevi perplessità appartiene non a caso alle dittature e ai regimi.
Ma c'è un dato ancora più inquietante: alcuni dei cittadini non allineati al pensiero unico che qualcuno vorrebbe forse far prevalere a Montella sarebbero stati poi anche derisi pubblicamente per il loro gesto. E senza potersi neppure difendere, essendo stati preventivamente bloccati. Se si pensa che alcuni di loro hanno nonni che - quando ancora Buonopane non era neppure nato - si sono opposti ai fasciti e non hanno esitato a difendere la libertà anche in mezzo a una guerra, a rischio della vita, il comportamento del sindaco risulta ancora più offensivo per chi l'ha subito".

"Buonopane ha saputo gestire bene la prima fase dell'emergenza e le sue comunicazioni attraverso Facebook sono state senz'altro utili alla popolazione, anzi hanno rappresentato anche una spinta e un incoraggiamento a resistere in una situazione particolarmente complessa. Hanno fatto sentire uniti i montellesi, anche quelli - tanti, troppi - che il paese hanno dovuto lasciarlo e vivono e lavorano altrove. Da quando però sono scoppiati i primi casi di Covid anche lì, ecco che la comunicazione ha iniziato a vacillare.
Non si capisce perché non si debba dire con chiarezza il numero dei positivi e dei guariti, dati peraltro pubblici e che il sindaco conosce, ma non accessibili a tutti. E ancor meno cosa ci sia di pericoloso nel fare una domanda al sindaco di Montella, quando buona parte dei suoi colleghi in tutta Italia forniscono queste informazioni senza che neppure qualcuno li solleciti". 

"A Montella c'è una Giunta di Sinistra, in cui molti hanno visto una possibilità di svolta. Di questa Giunta fanno parte persone serie, perbene e preparate. Educate e rispettose, che mai si permetterebbero di togliere la parola ad un loro concittadino, ricordandosi che sono sedute su una poltrona proprio per rappresentarli questi cittadini e che sono al loro servizio. Anche il sindaco dovrebbe tenerlo a mente. La democrazia è dialettica, confronto: senza critiche, anche aspre, senza dubbi e domande, viene semplicemente snaturata".

Piena solidarietà alla collega di Palermo Today 

Vinicio Marchetti, responsabile di Avellino Today, esprime la sua solidarietà alla collega di Palermo Today: "Non posso che essere vicino, professionalmente e umanamente alla collega, colpevole soltanto di aver chiesto quanti fossero i soggetti positivi nel proprio comune di origine. Quello che è accaduto lascia certamente l'amaro in bocca. Togliere a una persona la possibilità di porre una domanda legittima (nonchè semplicissima) è il classico esempio di BAVAGLIO. Il rammarico aumenta quando si è consapevoli che, il quesito, è stato posto in primis da una PERSONA - preoccupata per i propri familiari - prima che da una GIORNALISTA. Ad ogni modo, rimaniamo in attesa di un chiarimento da parte del sindaco di Montella. Un diritto, quello di replica, che NOI, non negheremo mai a nessuno". 

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