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Maratona di New York, Serena rappresenterà l'Italia all'inaugurazione

Tre anni fa è volata a New York per concludere gli studi di dottorato sulla ricerca oncologica. Ora lavora nella ‘Grande mela’ e, al fianco della professione, ha unito la passione per la corsa

Porterà una fetta di Irpinia alla Maratona di New York e lo farà rappresentando l’Italia durante la cerimonia di apertura della gara podistica più famosa del mondo.

Lei è Serena Di Cecilia, 29 anni originaria di Sturno. Tre anni fa è volata a New York per concludere gli studi di dottorato sulla ricerca oncologica. Ora lavora nella ‘Grande mela’ e, al fianco della professione, ha unito la passione per la corsa.

“Sono andata a vivere a pochi passi dal Central Park – racconta – e qui è nato l’amore per il running. Per una scommessa, ho iniziato i miei primi 5 km in meno di 30 minuti. Così i 5 km sono diventati 8, poi 10, 15, mezza maratona e, quest’anno, una maratona intera”.

Un giorno un’amica le suggerisce di partecipare alle selezioni per rappresentare il nostro Paese all’evento di fine ottobre: “Nel form della candidatura – spiega Serena – ho inserito i miei dati,spiegando perché desiderassi rientrare tra i portabandiera dell’Italia: ho fatto presente che la mia partenza dalla Penisola non era legata ad una mancanza d’amore, ma alla volontà di contribuire a migliorare la mia nazione. Ero convinta, però, che non mi selezionassero: con tanti candidati, perché proprio io? E invece qualche giorno fa ho controllato la mail: mi avevano presa! Incredula, ho riletto il messaggio: ‘You’ve been selected in the TCS New York City Marathon Opening Ceremony’. Allora è scattato il ‘tam tam’ mediatico: ho contattato alcuni amici per esprimergli la mia felicità. Ho scritto anche al mio coach a distanza, entusiasta per la notizia tanto quanto me”.

Il conto alla rovescia è iniziato. “Dovrò indossare il ‘costume tipico’, oppure i colori del mio Paese– osserva Di Cecilia -. Grazie a mio fratello ho trovato il mio outfit firmato ‘Italia’. Ma adesso sto iniziando sentire l’ansia: la maratona mi mette un po’ di tensione, ma allo stesso tempo, essendo la mia prima 42 km, non ho grandi aspettative se non quella finire entro un certo tempo (che però evito di svelare, per scaramanzia)”.

Tre anni negli States sono stati più che sufficienti per ambientarsi: “Mi sono trasferita per concludere i miei studi di dottorato sulla ricerca oncologica, in particolare sul tumore del colon. La mia passione mi ha portata lontana dalla mia famiglia, dagli amici, dal mio paese, perché in Italia, purtroppo, pochi laboratori avevano i fondi per finanziare gli studi che stavo effettuando. Dopo aver discusso la tesi ho avuto un’offerta di lavoro, sempre qui a New York, per continuare a lavorare in campo oncologico, ma stavolta sul tumore della pelle. Amo il mio lavoro, ma 3 anni sono tanti”.

Un ritorno in Irpinia? È possibile: “Mi manca l’Italia, mi mancano Roma e Napoli dove ho studiato, ma soprattutto mi manca Sturno – afferma Serena –. Ho nostalgia di mio padre che porta a casa i funghi porcini e che la sera dopo cena prepara le castagne sulla brace. Mi manca anche quell’odore amaro del fumo di camino, mia nonna che prepara la pizza fatta in casa e il caffè con la moka. Insomma, mi mancano le mie origini, e ho intenzione di ritornare il prima possibile, magari quando ci sarà una buona opportunità di lavoro che spero possa essere ottenuta grazie a tutti i sacrifici fatti oltreoceano".

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