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La fabbrica inquina a Pianodardine: 90 giorni di tempo per rispettare le prescrizioni

Nel frattempo è stato effettuato un sequestro preventivo per consentire la funzionalità dell'azienda a condizione che la società di gestione sani gli illeciti contestati

Tutela dell'ambiente, nel mirino un'industria di conserve alimentari in scatola (pasta e legumi) che opera a Pianodardine. Numerosi i reati addebitati al legale rappresentante dell'azienda: violazione delle prescrizioni autorizzative  circa l’annotazione a registro dei controlli periodici annuali sulle emissioni in atmosfera per gli anni 2013-2014 e 2016, smaltimento illecito sul suolo rifiuti speciali allo stato liquido, nonché per aver scaricato nella rete fognaria gestita dal consorzio ASI, e con recapito finale nel corpo idrico superficiale Torrente Cardogneto, acque reflue industriali provenienti dal ciclo di lavorazione, in assenza della prescritta autorizzazione.

Inoltre il legale rappresentante dell’industria dovrà rispondere anche di aver provocato illegalmente, e comunque oltre i limiti di tollerabilità, diffuse emissioni odorigene maleodoranti e nauseabonde, atte a molestare gli abitanti delle zone limitrofe.

ll Giudice per le Indagini Preliminari, pertanto, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero che ha condiviso le risultanze investigative dei carabinieri, al fine di non consentire il protrarsi o l’aggravarsi del reato, e considerata la necessità che l’attività produttiva, soprattutto in un periodo di attuale grave recessione economica ed occupazionale, non venga interrotta, ha ritenuto di disporre il sequestro preventivo con facoltà d’uso a condizione che la società di gestione proceda entro novanta giorni ad attivare i procedimenti tecnici ed amministrativi affinché l’attività possa essere espletata nel rispetto delle prescrizioni legali in materia di smaltimento dei rifiuti ed ottemperare alle prescrizioni ispettive dei tecnici dell’Arpac di Avellino e  dei Carabinieri del N.O.E. di Salerno.

La complessa ed articolata attività di indagine della Procura della Repubblica di Avellino, dei Carabinieri del Comando Tutela Ambiente - Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, delle Stazioni Carabinieri di Avellino, Atripalda e Montefrdane, consegue ad esposto del “Comitato Salviamo la Valle del Sabato” in relazione all’inquinamento ambientale causato dagli insediamenti del distretto industriale interessante i comuni di Avellino, Atripalda e Montefredane; tra l’altro, lo stesso GIP nel provvedimento di sequestro evidenzia che “visto l’esposto del Comitato Salviamo la Valle del Sabato dal quale emerge che gli abitanti della zona sono costretti da anni a vivere con cattivi odori, insetti, fumi e rumori insopportabili”, che “dalla relazione dei Carabinieri emerge che nei pressi dell’industria alimentare si avvertivano forti esalazioni maleodoranti e nauseabonde, miasmi di intensità tale da rendere irrespirabile l’aria”, che “viste le informazioni fornite dagli abitanti della zona dalle quali emergono le insopportabili condizioni di vita cui questi sono costretti, attese le insistenti e pregnanti esalazioni di odori nauseabondi e molesti”  e che “tale procedimento penale è uno dei punti di approdo delle indagini condotte in relazione al fenomeno delle esalazioni lamentato dalla popolazione residente lungo la direttrice industriale Painodardine Arcella nei confronti dei complessi industriali ivi operanti”.

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