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Mancino assolto: non ha partecipato a nessuna trattativa Stato-Mafia

Dopo 5 anni e 6 mesi di processo, 5 giorni di camera di consiglio, ecco il verdetto della Corte d’assise di Palermo

Trattativa Stato – Mafia, Nicola Mancino è stato assolto. L’ex presidente del Senato non era presente nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo per assistere alla sentenza del processo di primo grado del processo sulla trattativa dove era imputato per falsa testimonianza. A quanto pare è restato nella sua casa di Montefalcione.

Condannati gli uomini delle istituzioni e i mafiosi: dodici anni per gli ex generali Mario Mori e Antonio Subranni, per l'ex senatore Marcello Dell'Utri, per l'ex colonnello Giuseppe De Donno. Ventotto anni per il boss Leoluca Bagarella.

Dopo 5 anni e 6 mesi di processo, 5 giorni di camera di consiglio, ecco il verdetto della Corte d’assise di Palermo presieduta da Alfredo Montalto (giudice a latere Stefania Brambille) nel processo chiamato a indagare sulla terribile stagione del 1992-1993, insanguinata dalle stragi Falcone e Borsellino e poi dagli attentati di Roma, Milano e Firenze.

Secondo i pubblici ministeri Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi, in quei mesi uomini dello Stato  avrebbero trattato con i vertici di Cosa nostra: la finalità dichiarata era quella di bloccare il ricatto delle bombe, ma per l’accusa gli ufficiali dei carabinieri avrebbero finito per veicolare il ricatto lanciato dai mafiosi, trasformandosi in ambasciatori dei boss. Era questo il cuore dell’atto d’accusa dei magistrati, che nella requisitoria avevano chiesto pesanti condanne. Le motivazioni della sentenza arriveranno fra novanta giorni.

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