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Cronaca Aiello del Sabato

Segregata in casa, ora la Procura indaga sugli assistenti sociali

La Procura, adesso, vuole capire come è stato possibile redigere relazioni "positive" nonostante ciò che avveniva in quella casa

Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, dinanzi al GUP, dott.ssa Francesca Spella, ha avuto luogo il rito abbreviato nei confronti di Guarriello Maria e D'Amore Giuseppe, accusati di maltrattamenti nei confronti della figlia. Il 15 dicembre scorso, giungeva l'esito della perizia psichiatrica nei confronti dei due imputati: la madre è capace d'intendere e di volere. Il padre è parzialmente capace d'intendere e volere. Il difensore dei due imputati, l’avvocato Francesco Buonaiuto, ha chiesto e ottenuto che i suoi assistiti venissero giudicati con il rito speciale. La richiesta da parte del Pubblico Ministero è stata di anni 16 di reclusione per la madre della vittima e, ancora, di anni 14 per il padre. Il magistrato, alla fine, emetteva la condanna di anni 14 per Guarriello Maria e di anni 12 per D'Amore Giuseppe. 

Assoluzione, invece, per il reato di istigazione al suicidio e trasmissione alla Procura degli atti relativi alle relazioni redatte dagli assistenti sociali del Comune di Aiello del Sabato che, clamorosamente dal lontano 2008, sono sempre risultate positive nei confronti della famiglia D'Amore. Una valutazione - quest'ultima - che, alla luce di quanto emerso dalle indagini e appurato in sede processuale, getta gravissime ombre sull’attività di controllo svolta sugli orrori che avvenivano in quella casa. Grande soddisfazione, quindi, per le parti civili, difese di fiducia dall’avvocato Antonella De Angelis.

Il giorno dell'arresto: la fine dell'incubo

Nella sera del 25 aprile 2022, i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Avellino, su richiesta di questa Procura, nei confronti di una 47enne di Aiello del Sabato, indiziata dei reati di “maltrattamenti in famiglia", "lesioni personali aggravate" e “sequestro di persona", commessi nei confronti della propria figlia convivente, 21enne.

Era tenuta legata con una catena a una ringhiera delle scale interne dell'edificio o al proprio letto

In particolare, nella serata di sabato 23 aprile 2022, i militari sono intervenuti all'interno dell'abitazione della donna, su richiesta della sorella della vittima, rilevando una situazione familiare apparsa sin da subito gravemente compromessa. Le immediate indagini, svolte dai Carabinieri della Compagnia di Solofra con il supporto di personale specializzato nel contrasto alla violenza di genere e intra-familiare del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, hanno permesso di ricostruire, allo stato delle indagini, una storia di vessazioni e maltrattamenti fisici messi in atto da anni dalla 47enne nei confronti della figlia. La giovane, infatti, oltre ad aver riferito di ripetute violenze da parte della genitrice, era tenuta legata con una catena a una ringhiera delle scale interne dell'edificio o al proprio letto - e in queste condizioni l'hanno trovata i Carabinieri intervenuti presso l'abitazione ed ha raccontato agli operanti di essere stata costretta a restare chiusa in camera, al buio, in condizioni sanitarie precarie, per giorni interi, mangiando una volta al giorno. 

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