Il marine Joe ha ritrovato i resti umani: si attende la prova del dna

Il racconto del presidente dell'associazione Accademia Kronos Avellino

I resti umani nelle montagne di Senerchia, che fanno ipotizzare appartenenti a Nino Rocco, originario di Olevano sul Tusciano, scomparso ad ottobre scorso, sono stati ritrovati da un cittadino statunitense. 

Joe Brehun  si era recato nella zona impervia per adempiere a una richiesta di sua zia, la quale perse su quelle montagne che sovrastano Senerchia, suo fratello Joseph Brehun il 9 dicembre del 1944.

L’associazione Salerno 1943 pochi mesi fa è riuscita a identificare la zona del crash site grazie alla preziosa collaborazione di Ferdinando Faia e di Fabio Di Vece di Senerchia. Sono stati rinvenuti alcuni frammenti del velivolo e il risultato delle ricerche è stato pubblicato in rete.

A tal proposito il presidente di Salerno 1943, Luigi Fortunato, dichiara: “Proprio grazie alla pubblicazione di questa notizia Joe ha appreso della possibilità di esaudire la richiesta della zia. Sabato pomeriggio ci siamo incontrati con lui e ci ha mostrato con grande commozione la fotografia dello zio e un ciondolo datogli dalla zia. Gli abbiamo spiegato che la zona dell’abbattimento è molto impervia e di difficile accesso. Gli abbiamo fornito alcune indicazioni di massima e i contatti dei nostri amici in zona”.

Non intimorito dalla difficoltà dell’impresa ieri mattina Joe si è incamminato verso il punto dell’abbattimento. Dopo alcune ore, sul ripido versante della montagna, si è imbattuto in resti umani in avanzato stato di decomposizione. E’ quindi tornato sui suoi passi avvisando le guide dell’oasi WWF che hanno chiamato i Carabinieri della locale stazione prontamente accorsi sul posto. Per nulla sfiancato dalla precedente escursione, Joe, che è un paracadutista dell’esercito americano, ha accompagnato le forze dell’ordine e le guide sul punto del ritrovamento.

Gerardo Basile presidente Accademia Kronos Avellino racconta che: "il giovane statunitense si presentava presso l’Oasi valle della caccia di Senerchia, mostrando una foto nella quale sembravano intravedersi dei resti umani che calzavano degli stivali. Ad una iniziale incomprensione dovuta alla lingua, nella quale era sembrato che il soldato mostrasse una foto generica di un cadavere per spiegare che si trovava in quella zona per cercare i resti di un aereo statunitense. 

Prontamente allertate le forze dell’ordine ed il medico legale, le Guardie Giurate della Kronos si apprestavano verso il luogo indicato. Nell’attesa dell’arrivo del medico legale alcuni carabinieri e dei volontari di Senerchia si sono avvicinati ai resti. Nel frattempo è calata la notte ed il personale AK si è recato, accompagnato da esperte guide dei cacciatori di Senerchia, coadiuvati dai custodi della vicina Oasi, con attrezzature e torce elettriche a dare supporto presso il luogo del ritrovamento.

Sia le operazioni di raggiungimento del luogo che quelle di recupero della salma sono state molto difficoltose e pericolose a causa del buio fitto e della particolare pericolosità della morfologia del luogo, caratterizzato da rocce molto friabili. Le operazioni di recupero e trasporto sono durate fino a tarda notte, tanto che i soccorritori sono giunti a valle dopo la mezzanotte.. I resti si presentavano in stato di decomposizione, tanto da far affermare all’esperto marine, anche lui sul posto, che tali resti risalivano a non più di due anni addietro". Per essere certi che si tratti del corpo di Nino Rocco sarà necessario attendere la prova del Dna.

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