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Da 178 giorni la salma di Michele è nel frigorifero: "Manca il riscontro sul dna"

Dal 5 maggio scorso, data del decesso, la famiglia è in attesa di un rito funebre e di una sepoltura per Michele; per colpa della burocrazia la spiacevole situazione non è ancora stata risolva

Da 178 giorni sospeso tra cielo e terra, chiuso in cella frigorifera dal 5 maggio scorso, data del suo decesso, in attesa di un rito funebre e di una sepoltura. È una storia di triste solitudine e di spietata burocrazia quella raccontata dalle stanze dell’Ospedale Frangipane di Ariano Irpino dove venne trasportato nell’obitorio Michele D’Apice, 82enne di Montecalvo deceduto in fondo ad un orticello, in un deposito di attrezzi agricoli in avanzato stato di decomposizione.

Casi simili avvengono quando non si hanno affetti familiari. Ma non nel caso di Michele: i figli stanno attendendo il nullaosta per far celebrare il funerale. Anche da morti si resta vittime della burocrazia. Racconta il quotidiano Ottopagine che “manca il riscontro del dna da parte dei Ris”.

I familiari sperano che la spiacevole situazione si risolva il prima possibile. 

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