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Rosa D'Amelio visita il carcere di Sant'Angelo dei Lombardi

Accolta dal direttore della struttura dott. Massimiliano Forgione, dal comandante Giovanni Salvati, dal responsabile dell’area educativa Enrico Farina e da quello della tipografia Emilio Cozzolino, la Presidente D’Amelio ha potuto apprezzare ancora una volta il prezioso lavoro svolto all’interno del penitenziario per il recupero e reinserimento sociale dei detenuti

La Presidente del Consiglio regionale Campania Rosetta D’Amelio ha visitato in mattinata il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi accompagnata dal giornalista Samuele Ciambriello, Presidente dell’Associazione ‘La Mansarda’, da sempre vicino alla tematica dei diritti dei detenuti.

Accolta dal direttore della struttura dott. Massimiliano Forgione, dal comandante Giovanni Salvati, dal responsabile dell’area educativa Enrico Farina e da quello della tipografia Emilio Cozzolino, la Presidente D’Amelio ha potuto apprezzare ancora una volta il prezioso lavoro svolto all’interno del penitenziario per il recupero e reinserimento sociale dei detenuti.

“Non è la prima volta che ho modo di osservare – ha sottolineato Rosetta D’Amelio – la straordinaria realtà di un carcere che ha tra le altre cose l’unica tipografia d’Italia, una lavanderia, frutteti, un’area sanitaria riservata a detenuti provenienti dagli ex ospedali psichiatrici giudiziari, un’area didattica all’avanguardia e circa il 50% dei detenuti impegnati in attività lavorativa durante la giornata. Ricordo con piacere il lavoro portato avanti in favore di questa struttura da assessore alle Politiche sociali, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura e il dirigente dello Stapa Cepica Tommaso Vitale. A partire dalla visita odierna – conclude – assumo l’impegno a vigilare come Regione Campania sulla situazione carceraria”.

“La filosofia sottesa al reinserimento dei detenuti in questa realtà – dichiara Samuele Ciambriello – dovrebbe contaminare positivamente le altre strutture penitenziarie non solo campane, dove ora sono realizzati interventi occasionali che invece dovrebbero diventare attività strutturate e continuative grazie a un impegno maggiore delle amministrazioni carcerarie nell’organizzazione e gestione delle stesse”.

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