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Condannato 24enne: rese la vita un inferno ai parenti

La vicenda inizia nell'estate del 2015 quando il giovane era arrivato a Rimini in cerca di lavoro e aveva trovato una sistemazione a casa di parenti

Si è concluso con una condanna a 3 anni e due mesi, con rito abbreviato, il processo che vedeva imputato per stalking un 24enne originario di Avellino che aveva reso un inferno la vita dei parenti che lo avevano accolto in casa. La vicenda inizia nell'estate del 2015 quando il giovane era arrivato a Rimini in cerca di lavoro e aveva trovato una sistemazione a casa di parenti. La convivenza, tuttavia, non si era dimostrata facile a causa del carattere del 24enne che aveva iniziato a molestarli e minacciarli per futili motivi causando loro un perdurare stato d'ansia. Il ragazzo, inoltre, si era introdotto nei social network dei compomenti del nucleo familiare, modificando le password per accerdervi, e per tenerli sotto costante osservazione in maniera tale da conoscere le loro mosse.

Quando la situazione si era fatta insopportabile, i parenti avevano cercato di mettere il giovane alla porta ma è a questo punto che sono arrivate le minacce di morte. Una sequela di sms deliranti in cui, il 24enne, arrivava a spiegare che avrebbe fatto diventare la Notte Rosa rossa del loro sangue oltre a far esplodere tre bombe carta nei pressi della loro abitazione. Interrogato dal giudice, tuttavia, l'accusato aveva cercato di minimizzare i suoi comportamenti.

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