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Camorra, il pm chiede 30 anni per Domenico Pagnozzi

Nel processo sui cosiddetti "napoletani della Tuscolana", presunti affiliati alla camorra

Condannare gli imputati per accuse che vanno dall'associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti all'estorsione, dall'usura al riciclaggio, dal reimpiego di denaro di provenienza illecita alla fittizia intestazione di beni. Ed i fatti sono stati commessi con l'aggravante delle modalità mafiose. Per questo, oggi, il pubblico ministero ha chiesto 32 condanne per oltre 400 anni di carcere nei confronti delle persone sotto accusa davanti ai giudici della V sezione penale del Tribunale, nel processo sui cosiddetti "napoletani della Tuscolana", presunti affiliati alla Camorra.

Le condanne più alte sono state sollecitate per Domenico Pagnozzi, originario di San Martino Valle Caudina e Massimiliano Colagrande (30 anni ciascuno), Marco Pittaccio (26 anni) e Claudio Celano (22 anni). Richieste anche le assoluzioni parziali per i singoli capi d'imputazione. Lo spaccio di stupefacenti in alcune piazze della periferia della Capitale, da Centocelle alla Borghesiana, dal Pigneto a Torpignattara, è stato al centro delle indagini.

Numerosi episodi di estorsione e intimidazione hanno completato il resto. Secondo gli inquirenti, la 'banda' avrebbe voluto monopolizzare anche il controllo della distribuzione delle slot machine in molti esercizi commerciali della zona Tuscolana-Cinecittà. Fissato il calendario dellle udienze riservate alle arringhe difensive, che inizieranno l'11 novembre e si concluderanno il 30 dello stesso mese.  

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