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Sabato, 3 Dicembre 2022
Cronaca

Relazione semestrale DIA: ecco come è cambiata la camorra in Irpinia

È stata pubblicata sul sito del Senato della Repubblica la relazione semestrale della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) presentata dal Ministro dell’Interno uscente Luciana Lamorgese

È stata pubblicata sul sito del Senato della Repubblica la relazione semestrale della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) presentata dal Ministro dell’Interno uscente Luciana Lamorgese. Il documento analizza i fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso relativamente al II semestre del 2021. Si tratta di un’analisi realizzata sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione. La documentazione conferma, ancora una volta, che il modello ispiratore delle diverse organizzazioni criminali di tipo mafioso appare sempre meno legato a eclatanti manifestazioni di violenza. Al contrario l’attenzione appare rivolta verso l’infiltrazione economico-finanziaria. Nelle province di Avellino e Benevento, infine, le locali realtà criminali risentono del lungo stato detenzione delle figure più autorevoli che ne garantivano anche la vicinanza ai clan napoletani
attraverso relazioni sedimentate nel tempo come quella tra i Pagnozzi e Moccia con proiezioni anche nella Capitale.

La criminalità in provincia di Avellino 

Storicamente nell’avellinese le presenze criminali si sono concentrate in specifiche e delimitate zone della provincia con una conformazione a macchia di leopardo che interessa particolarmente la città di Avellino, l’area confinante con il Nolano in particolare il Vallo di Lauro e la Valle Caudina a cavallo tra le province di Avellino e Benevento. Ad Avellino città e nei comuni confinanti il clan Genovese anche detto “del Partenio” nel tempo a causa di decessi e detenzioni dei vertici storici ha visto mutare la propria fisionomia fino alla costituzione del nuovo gruppo denominato Nuovo Clan del Partenio o Clan del Partenio 2.0, peraltro anche questo disarticolato dalle indagini del 2019 (operazione “Partenio 2.0”) e del 2020 (operazione “Aste ok”). Nell’ambito del procedimento penale relativo a quest’ultima inchiesta il 14 settembre 2021 il Tribunale di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio degli indagati ritenendoli responsabili tra l’altro di associazione di tipo mafioso, turbativa d’asta ed estorsione. È stato invece derubricato il reato di scambio elettorale politico-mafioso.

Permangono i contrasti tra i piccoli clan per il controllo delle attività illecite soprattutto delle piazze di spaccio

Nell’area permangono gruppi criminali minori tra loro in contrasto per il controllo delle attività illecite soprattutto delle piazze di spaccio. Nel Vallo di Lauro è storica la contrapposizione tra i sodalizi dei Cava e dei Graziano per il controllo del territorio e dei traffici illeciti. Per quanto riguarda la Valle Caudina la zona è storicamente egemonizzata anche nel versante ricadente nella provincia di Benevento dal clan Pagnozzi il quale però nel tempo ha spostato interessi principali e vertici nella città di Roma fino a essere considerato dalla magistratura capitolina a tutti gli effetti un clan stanziale nella Capitale grazie anche alle alleanze pregresse con potenti sodalizi campani in particolare i Senese articolazione romana del clan Moccia e i Casalesi Perdura la gestione commissariale nel Comune di Pratola Serra sciolto per infiltrazione mafiosa il 22 ottobre 2020 per la quale è stata richiesta una proroga con scadenza prevista per l’aprile 2022. Il provvedimento aveva tenuto conto degli esiti di attività investigative mirate che avrebbero confermato una pericolosa permeabilità a condizionamenti della criminalità organizzata nella gestione della cosa pubblica, compromettendo il buon andamento dell’azione amministrativa. Nel dettaglio gli accertamenti esperiti avrebbero rilevato l’esistenza di una complessa rete di amicizie, frequentazioni e cointeressenze tra amministratori comunali, dipendenti dell’ente e soggetti appartenenti o contigui ai clan camorristici. Un grave atto intimidatorio è stato invece rivolto il 20 settembre 2021 al primo cittadino di Monteforte Irpino al quale è stata recapitata una lettera anonima contente un proiettile e una missiva con minacce dirette a lui e alla sua famiglia.

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