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Rapporto Dia sulla criminalità organizzata: a Sperone la droga della Colombia

Le sostanze stupefacenti, importate dalla Colombia e fatte transitare per Spagna e Olanda, arrivavano fino in Irpinia

I sequestri e le confische eseguiti dalla Direzione investigativa antimafia sono aumentati nel 2018, rispetto al 2017, rispettivamente di oltre il 400% e di oltre il 1000%. Il dato è contenuto nella Relazione della Dia al parlamento relativa al secondo semestre del 2018. Si tratta, rileva la Dia, di un "importante riscontro" al "processo di qualificazione delle investigazioni patrimoniali". Si tratta di "risultati importanti che, sommati a quelli conseguiti dal 1992, hanno permesso alla Dia di sequestrare patrimoni per oltre 24 miliardi di euro e di confiscarne per oltre 11 miliardi di euro, con più di 10.500 persone arrestate". "L'aggressione ai patrimoni, sia che maturi in ambito penale o della prevenzione, rappresenta il vero punto di forza per contrastare le mafie nel mondo. È questo il cuore della rinnovata strategia operativa della Dia - evidenzia il rapporto - su cui vengono fatte convergere, ai fini di una migliore qualificazione dei profili criminali dei soggetti da colpire, tutte le informazioni acquisite attraverso il monitoraggio e il controllo degli appalti pubblici, le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette e, non ultimo, le investigazioni di polizia giudiziaria".

La camorra e i colletti bianchi

“La perdurante vitalità della camorra è garantita non solo da un’asfissiante infiltrazione sociale, ma anche dalle connivenze con i cosiddetti colletti bianchi, ai quali è demandato anche il compito di occultare i tesori dei clan”. E’ quanto si legge nel rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia nel capitolo relativo alla criminalità campana. I “tesori dei clan”, si legge ancora, sono “accumulati innanzitutto attraverso i traffici di stupefacenti, esercitati oggi con modalità diverse rispetto al passato, dal momento che vengono affidati ad esperti broker, in grado di importare la droga dai Paesi stranieri, di stoccare la merce e di distribuirla ai grossisti”.  Indicativa in proposito è l’operazione “Snake”, conclusa nel mese di dicembre 2018 dalla DIA di Napoli e dalla Guardia di finanza che ha fatto luce su un’organizzazione, capeggiata da un imprenditore nolano e dal figlio, dedita all’importazione di ingenti quantitativi di droga per conto di organizzazioni criminali campane. Le sostanze stupefacenti, importate dalla Colombia e fatte transitare per Spagna e Olanda, erano destinate a rifornire un’area ricompresa tra i territori di Napoli (quartieri di Secondigliano e San Giovanni a Teduccio e comuni di Acerra, Sant’Antimo, Roccarainola), Caserta (Marcianise e Maddaloni) e Avellino (comune di Sperone), con proiezioni anche in alcune zone di Roma.

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