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Terzo rogo in quindici giorni, la morsa del racket sulle attività commerciali irpine

Se due indizi fanno una prova, tre indizi cominciano a diventare la più inquietante delle certezze

Se due indizi fanno una prova, tre indizi cominciano a diventare la più inquietante delle certezze. Dopo i due attentati incendiari che hanno riguardato altrettante formaggerie di Atripalda, un altro episodio tristemente simile ha avuto per protagonista un negozio di detersivi di Monteforte. 

Il modus operandi (il dare fuoco all'ingresso delle attività commerciali), è il chiaro esempio di come la criminalità organizzata intende fare pressione sul commerciante al fine di poter riscuotere il pizzo. 

L'incendio di "Fior di bontà"

Ma andiamo con ordine, il primo caso di incendio doloso ha riguardato la formaggeria "Fior di bontà". Dopo il rogo, l'attività di via Fiume, portata avanti da Luca Nappa e la fidanzata, è subito riuscita a ripartire, anche grazie all'aiuto dei familiari, dei fornitori e sostenuti dalla straordinaria testimonianza di solidarietà espressa dai clienti. 

"La Formaggeria"

Il secondo rogo, sempre di matrice dolosa, è avvenuto ancora ad Atripalda, questa volta in via Gramsci. Stando a quanto si apprende, le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso due individui, giunti sul posto in moto, hanno appiccato il fuoco versando il contenuto di una tanica all'ingresso de "La Formaggeria". 

L'incendio di questa mattina

E' notizia di questa mattina, poi, il rogo che ha interessato un negozio di detersivi di Monteforte, in via Nazionale Alvanella. 
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Baiano e i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto rispettivamente ad acquisire elementi utili per le indagini e a spegnare le fiamme.  

L'ombra del racket

Ovviamente, tutti questi opisodi (tre nel giro di quindici giorni), fanno subito pensare al racket e che, dietro a questi attentati, ci sia una sola regia criminale. L'attività del Sistema volta a ottenere da un operatore economico o un commerciante il pagamento periodico di una certa somma in cambio dell'offerta di "protezione", infatti, è una pratica tristemente diffusa nel territorio irpino. Il commerciante, neanche a dirlo, non può abbassarsi a versare il frutto dei propri sacrifici nelle mani di squallidi criminali da quattro soldi e, quando ci si ribella, i delinquenti tentano di stringere la morsa mediante le intimidazioni. 

Ricordiamo che, in questi frangenti, i commercianti non sono soli. Le Associazioni svolgono importanti funzioni in ausilio e sussidiarie rispetto allo Stato. Quest'ultime, infatti, promuovono iniziative per il contrasto al racket e all’usura e difendono le vittime della criminalità anche attraverso la costituzione di parte civile nei relativi procedimenti penali, tutelando gli interessi dei soggetti aventi diritto ai benefici delle leggi n. 108/1996 e n. 44/1999.

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