Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Quindici: il ricorso al Tar del Lazio contro lo scioglimento per condizionamento mafioso

L'ex sindaco e alcuni consiglieri della sua maggioranza hanno affidato all'amministrativista Enzo Maria Marenghi il compito di redigere un ricorso per contestare una serie di atti preliminari e successivi alla decisione di scioglimento

ìLo scioglimento dell'amministrazione comunale di Quindici, guidata dall'ex sindaco Eduardo Rubinaccio, per presunto condizionamento mafioso è ora al centro di un ricorso presso il Tar del Lazio. L'ex sindaco e alcuni consiglieri della sua maggioranza hanno affidato all'amministrativista Enzo Maria Marenghi il compito di redigere un ricorso per contestare una serie di atti preliminari e successivi alla decisione di scioglimento.

I documenti contestati

In particolare, il ricorso prende di mira il decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo, notificato il 22 aprile scorso, insieme alle relazioni del Prefetto, del Ministro dell'interno Matteo Piantedosi e del Consiglio dei Ministri. Saranno i giudici del Tar del Lazio a decidere su una possibile sospensiva o, in caso contrario, ad esprimersi nel merito della questione.

I punti chiave del ricorso: la continuità amministrativa e parentale

Uno dei principali punti di contestazione riguarda la presunta continuità tra le amministrazioni del 2015 e del 2020. Secondo il ricorso, mancherebbero prove certe a sostegno di questa tesi, e non vi sarebbe una diretta correlazione tra continuità amministrativa e parentale, considerando che Quindici è un piccolo comune con una pianta organica ridotta al minimo, specialmente nella gestione degli appalti pubblici.

Prova del condizionamento e le prossime fasi del processo

Il ricorso mette in discussione anche quella che è stata definita la "prova regina" del condizionamento mafioso: il presunto "omaggio" del sindaco Rubinaccio alla moglie di un boss defunto. L'episodio, contestato dallo stesso ex sindaco, è supportato da documenti allegati al ricorso, incluse dichiarazioni sostitutive già acquisite agli atti.

Dal punto di vista legale, il ricorso contesta la carenza di accertamenti e istruttorie, la violazione del principio di proporzionalità, oltre a un’accertamento viziato e un’istruttoria inadeguata. Questi temi saranno dibattuti in aula nel corso delle varie fasi del processo amministrativo. Bisognerà attendere le controdeduzioni dell’Avvocatura dello Stato, che rappresenterà Prefettura e Viminale, e le decisioni fondamentali dei giudici amministrativi. Il destino dell’amministrazione comunale di Quindici è ora nelle mani del Tar del Lazio.

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