Prostituzione, i clan hanno trovato un terreno fertile in Irpinia

Un fenomeno che, in questo territorio, appare sempre più radicato

Quando parliamo di camorra, il primo pensiero, senza ombra di dubbio, va al traffico di droga. l'attività criminale che, più di ogni altra, rappresenta la principale entrata redditizia dei clan. Questo, però, non vale in ogni dove. O, almeno, ci sono determinati luoghi in cui, per tradizione e presenza, è possibile sfruttare anche interessanti alternative. In Irpinia, nello specifico, la camorra si è sempre arricchita grazie al racket e alla prostituzione. Nel primo caso, la spiegazione è quasi scontata: in un territorio come l'Irpinia, le attività commerciali e le aziende non mancano di certo. Una linfa infinita per i camorristi, che guardano all'Irpinia come fosse una grossa insalatiera ricca di roba da mangiare. La prostituzione, però, è un'altra cosa. Qui, lontani dagli occhi indiscreti delle grandi metropoli, i clan possono "piazzare" le loro schiave del sesso ovunque vogliano e, come spesso accade, si può pensare anche di "lavorare" incontrando i clienti direttamente nelle case.  

Gli inquirenti hanno dovute seguire piste diverse 

L'attenzione degli investigatori, proprio per questo, è cambiata e, nell'ultimo periodo, è migrata verso il floridissimo mercato del sesso. Adesso, dopo gli ultimi blitz, si è venuti a conoscenza che, sul territorio irpino, il giro della prostituzione vede per protagoniste, soprattutto, escort sudamericane.  

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Le indagini sono appena all'inizio 

L'inchiesta è stata affidata ai pm Giuseppe Borrelli, Liana Esposito e Henry John Woodcock ma le indagini sono solo all'inizio. Il fenomeno della prostituzione, infatti, ha portato alla luce importanti collegamenti tra i clan attivi in Irpinia con quelli del napoletano, del beneventano e del salernitano. Una notizia, certamente, non nuova alle orecchie degli inquirenti (soprattutto per quanto concerne il clan Pagnozzi, da sempre vicino ai clan SPERANDEO, ESPOSITO di Solopaca, IADANZA/PANELLA di Montesarchio, e con i CASALESI) ma, mai come questa volta, le alleanze sembrano riguardare TUTTI i clan irpini. Tutti interessati a spartirsi una torta grandissima: quella del mercato del sesso. Null'altro che un termine diverso per definire quello a cui stiamo assistendo: sfruttamento di schiave.   

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