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D'Onofrio, interrogato per cinque ore, respinge tutte le accuse

Il procuratore aggiunto di Avellino è stato ascoltato a Roma

Nella giornata di ieri, il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, è stato ascoltato, a Roma, dal procuratore facente funzione, Paolo Ielo. Nel corso dell’interrogatorio, durato circa cinque ore, D’Onofrio ha chiarito la sua posizione in merito a delle presunte pressioni esercitate sull’armatore Di Leva finalizzate a costringere l’uomo a eseguire dei lavori a una imbarcazione che era nella disponibilità del magistrato. 

Sempre in prima linea nella lotta alla camorra

Successivamente, venivano fornite risposte su un’altra circostanza contestata al procuratore antimafia, ovvero alcuni biglietti omaggio per la partita Juve- Napoli del settembre 2018. Oltre a una notte trascorsa gratuitamente a Torino, ospite in un hotel. D’Onofrio, con forza, ha respinto tutte le accuse. 

Solo una conversazione tra persone che avevano un certo grado di confidenza

Il procuratore aggiunto, assistito dall’avvocato Mario Terraciano, nel corso del lungo interrogatorio, ha spiegato come si sia trattato soltanto di una conversazione fra “persone che avevano un certo grado di frequentazione confidenziale”, assolutamente priva di qualsiasi strumentazione o minaccia. L'avvocato di D’Onofrio, ancora, in merito alla presunta messa a disposizione della funzione pubblica, chiariva come i rapporti di D’Onofrio con l’imprenditore Scavone, ex patron di Alma menzionato nell’accusa, siano assolutamente indiretti.   

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