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Strage del bus, due ore di processo e rinvio tra un mese

La maxi perizia sul pullman e sullo stato del tratto autostradale non è agli atti del processo

Morirono 40 persone in quel tragico incidente dell’Acqualonga sull’autostrada A16 nel territorio di Monteforte Irpino. Il bus precipitò ben tre anni fa ed oggi è iniziato il processo. Due ore di acceso dibattito con il presidente Gennaro Buono che ha aperto la discussione sulle eccezioni preliminari

La maxi perizia sul pullman e sullo stato del tratto autostradale non è agli atti del processo, il pm Adriano Del Bene ha chiesto che agli atti venisse allegata anche la relazione dei periti nominati dalla Procura nell’agosto 2013, Alessandro Lima, Andrea Demozzi, Lorenzo Caramma e Vittorio Giavotto. Su questa e sulle altre eccezioni, il tribunale deciderà nella prossima udienza, fissata giusto tra un mese. Saranno sciolte anche le questioni riguardanti la costituzione delle parti civili: ben 15 ma alcune di loro decadranno sicuramente visto eccezioni sulla legittimità. Nell’aula del Tribunale di Avellino non ci sono gli imputati ma i loro legali ad esclusione del direttore del tronco Michele Renzi.

Gli altri sono l’amministratore delegato della società Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, e il direttore generale di Autostrade Riccardo Mollo; Giulio Massimo Fornaci, responsabile dell’articolazione “Pavimentazioni e Barriere di Sicurezza”, Marco Perna, responsabile del procedimento relativo al progetto di “sostituzione e potenziamento delle barriere di sicurezza e bordo laterale” dell’Autostradale, Antonio Sorrentino, Paolo Berti, Nicola Spadavecchia, Bruno Gerardi, Michele Maietta, Gianluca De Franceschi e Gianni Marrone.

All’esterno ci sono i familiari delle persone morte in quel tragico incidente che segnò la vita di una intera nazione.

 Giuseppe Bruno, presidente dell’associazione, ha così commentato: "La nostra associazione non poteva nascere prima dell’incidente. Noi amavamo i nostri genitori e li continueremo ad amare. Rappresentiamo le 40 vittime. Noi vogliamo giustizia, verità e che non accadano più incidenti simili. Non è possibile che un new-Jersey non sia a norma. La manutenzione deve essere continua e costante su tutta la rete autostradale. Sono tutti colpevoli. Sappiamo di lottare contro un colosso ma siamo pronti a farci ammazzare pur di avere giustizia".

Il legale di “Autostrade per l’Italia,Elisabetta Busuito replica: La posizione di Autostrade per l’Italia è in primis il massimo rispetto nei confronti delle vittime e dei loro parenti. Un rispetto che si è evidenziato e concretizzato da subito con una vicinanza concreta a tutte le famiglie. Ovviamente come sempre il massimo rispetto nei confronti della Magistratura. Ritengo però che non si debba perdere di vista il focus della vicenda e cioè una vicenda che si è verificata per un pullman che non avrebbe dovuto né potuto circolare. Aggiungo inoltre che le censure che vengono mosse agli esponenti di Autostrade attengono a delle scelte progettuali e a delle questioni tecnico-manutentive rispetto alle quali noi siamo certi di poter invece dimostrare l’insussistenza all’interno del dibattimento visto che si trattava di barriere moderne, di barriere idonee e di scelte manutentore assolutamente corrette. Oltretutto la singolarità di questo processo è che questo tipo di censure siano state mosse nei confronti dell’Amministratore delegato rispetto a dei profili tecnici che evidentemente sono estranei a quello che è il suo ruolo".

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