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Raid nella villa bunker del clan: Felicia Cava condannata a 4 anni di reclusione

L'accusa è di furto e danneggiamento della villa bunker confiscata e situata nel Comune di Pago del Vallo di Lauro

In data odierna ha avuto luogo il processo che vede imputata Felicia Cava (figlia dell'ex boss Biagio) e altri soggetti accusati di furto e danneggiamento della villa bunker confiscata e situata nel Comune di Pago del Vallo di Lauro.

Il raid nella villa bunker dei Cava

I fatti risalgono al 25 maggio 2015, giorno in cui, nella villa bunker confiscata al clan Cava, fu messo in atto un furto di oggetti di valore, con conseguente danneggiamento e un plausibile tentativo di incendio della struttura, come ipotizzato dagli inquirenti attraverso il rinvenimento di materiale infiammabile in vari punti della casa.

L'accusa, in quell'occasione, ricadde proprio su Felicia Cava e su altri sei componenti del clan (Rosalba Fusco, Florio e Alfonso Galeotalanza, Michele Nappi, Antonio del Genio e Maria Maddalena Franzese), rei, secondo gli inquirenti, di aver messo in atto un tentativo di depistaggio, al fine di non far individuare i veri responsabili del danneggiamento della villa.

Le sentenze

Alle ore 14:30 di oggi, nell'Aula di Corte di Assise del Tribunale di Avellino, il Presidente Melone ha letto il dispositivo della sentenza per i fatti relativi alla sottrazione dei beni nella Villa Bunker dei Cava.

Severe le pene inflitte dal Tribunale di Avellino che ha comminato agli imputati Cava Felicia, Fusco Rosalba, Galeota Lanza Florio e Galeota Lanza Alfonso, tutti difesi dall'Avv. Raffaele Bizzarro,  la condanna ad anni 4 e giorni 10 di reclusione, a fronte della richiesta di anni 4 e mesi 8 di reclusione avanzata dal PM della D.D.A. di Napoli.

Condanna ad anni 1 e mesi 4 di reclusione, con beneficio della pena sospesa, per Nappi Michele difeso dall'Avv. Rolando Iorio.

Assolti per non aver commesso il fatto Franzese Maria Maddalena, nuora del boss Biagio Cava, e Del Genio Antonio, rispettivamente difesi dall'Avv. Raffaele Bizzarro e Rolando Iorio. Per questi ultimi la D.D.A. aveva chiesto la condanna ad anni 1 e mesi 4.

Caduta per tutti gli imputati l'aggravante del metodo mafioso.

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