Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Processo omicidio Bembo, la madre di Roberto: "Voglio risposte dal Tribunale, non da ragazzi di vent'anni"

Nella giornata odierna, presso l'aula d'Assise del Tribunale di Avellino, è ripreso il processo per l'omicidio di Roberto Bembo, il giovane di Mercogliano ucciso all'alba di Capodanno del 2023 in un parcheggio di Torrette

Nella giornata odierna, presso l'aula d'Assise del Tribunale di Avellino, è ripreso il processo per l'omicidio di Roberto Bembo, il giovane di Mercogliano ucciso all'alba di Capodanno del 2023 in un parcheggio di Torrette. Il processo è presieduto dal Giudice Scarlato. Secondo l'accusa, Niko Iannuzzi sarebbe l'autore materiale del delitto, mentre Luca e Daniele Sciarrillo sono accusati di essere complici.  "Mio figlio viveva con me. Ho altri due ragazzi e Roberto era il primogenito. Era un ragazzo normale di 19 anni, non ha mai avuto problemi con la giustizia, né ho mai riscontrato problemi di alcun tipo. Stava svolgendo il Servizio Civile presso il Comune di Mercogliano. Ho saputo ciò che era accaduto intorno alle 7:15, quando mi è arrivata la telefonata. Mi hanno detto di correre subito al Pronto Soccorso. Sapevo che lui era stato a Salerno ma che dovevo recarmi ad Avellino, perché Roberto era stato accoltellato", inizia così l'esposizione di Cinzia Tino, madre di Roberto Bembo.

"Quando siamo arrivati, non ho avuto neanche il tempo di chiedere cosa fosse successo, perché il mio primo pensiero era sapere come stava mio figlio. Il medico ha detto che la situazione era veramente grave. Ho visto una barella piena di sangue. C'era una equipe di medici al lavoro e ci hanno detto che era stato ferito alla gola. Il medico era sconvolto dalla ferocia dell'accaduto. Una coltellata alla schiena aveva gravemente compromesso il polmone. Non abbiamo mai abbandonato la speranza. Il medico ha poi aggiunto che aveva varie escoriazioni al volto, provocate da un tirapugni. Non l'abbiamo visto per due giorni ma, quando ho potuto vederlo, aveva il viso gonfio, con lesioni sotto lo zigomo. Mi ha detto che stava prendendo farmaci anticoagulanti. Aveva perso molto sangue. Ha passato quindici giorni di agonia fino a quando i medici hanno dovuto staccare la spina".

Incalzata dall'avvocato Santamaria, la donna ha aggiunto: "Gli amici erano sempre presenti in ospedale, al punto che ho dovuto anche allontanarli, perché c'erano stati casi di Covid nel reparto di rianimazione. Non ho chiesto molto a loro perché avevo paura delle risposte. Dopo essere stati a ballare, si erano fermati a prendere qualcosa da mangiare. Poi i toni si sono alzati. Non sono mai stata una persona che accetta la violenza, nessuna forma di violenza. Per questo motivo non sono mai riuscita a spiegarmi questa tragedia. Ho sempre pensato a motivi futili che trasformano una serata di festa in un dramma".

L’avvocato Aufiero, difensore degli imputati insieme all’avvocato Stefano Vozzella, nelle sue domande, ha approfondito la questione relative al tirapugni: “Non ricordo il nome del medico che me lo ha detto, ma faceva parte dell’equipe, risalire al suo nome dovrebbe essere piuttosto facile. Gli amici di Roberto mi avevano detto soltanto che loro si erano fermati a mangiare qualcosa. Non hanno detto nulla relativamente a una aggressione subita dagli imputati. Io mi sono resa subito contro di avere a che fare con persone di venti anni. Anzi, sono loro che dovevano raccontare a me l’accaduto. Le risposte io le volevo dal tribunale non certamente da dei ragazzi. In questa storia c’abbiamo perso tutti. Io ho perso un figlio di vent’anni e la mia vita è cambiata. Il nostro ergastolo è iniziato il primo gennaio 2023”.

Iannuzzi ha rilasciato una brevissima dichiarazione spontanea, in cui ha nuovamente chiesto scusa alla madre di Roberto Bembo e ai suoi familiari. La prossima udienza è attesa per il 16 luglio 2024. 

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