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Processo ex Isochimica, i familiari contro gli indagati: "Pensavate di farla franca"

L'udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio di 29 persone per reati che vanno dall'omicidio colposo plurimo al disastro ambientale doloso si sta svolgendo al centro sociale Della Porta per l'alto numero di parti civili, avvocati e periti

"Ci avete rovinati per il profitto. Dopo 30 anni, pensavate di farla franca". E' uno dei cartelli affissi dagli ex operai dell'Isochimica davanti al centro sociale "Samantha Della Porta" di Avellino, dove si è svolta l'udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio di 29 persone per reati che vanno dall'omicidio colposo plurimo al disastro ambientale doloso. L'udienza è durata fino alle 14. Primo stop al processo per la ex Isochimica. Se ne riparla il 10 novembre.

"Malati di cancro per colpa delle Ferrovie dello Stato" e "Grazie per questa mattanza, vergognatevi di esistere", si legge in altri cartelli esposti dagli ex operai e dai familiari dei venti addetti morti nel corso degli anni per patologie contratte dalla esposizione all'amianto.

Tra le 237 parti civili che chiederanno di costituirsi, c'e' anche Antonietta Tomeo, vedova di Luigi Maiello, l'operaio deceduto nell'aprile del 2013 per "mesotelioma pleurico causato dalla esposizione all'amianto", come venne accertato dall'autopsia.

Come per altri processi, l'udienza si svolge nell'aula del centro sociale "Samantha della Porta" di Avellino, in considerazione dell'alto numero di parti civili, avvocati e periti.

La Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio per 29 persone accusate, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo, disastro doloso e disastro ambientale, lesioni, falso in atto pubblico e omissione in atti di ufficio, su cui dovra' decidere il Gup, Fabrizio Ciccone. Sono 237 le parti offese che chiederanno di costituirsi parte civile nei confronti di Elio Graziano, dirigenti e funzionari delle Ferrovie dello Stato e della locale Asl ma anche rispetto agli amministratori comunali che nel 2005, sindaco Giuseppe Galasso, non avviarono la bonifica del sito che si trova a poche decine di metri dalla stazione ferroviaria di Avellino.

Nel corso degli anni, 20 ex operai sono deceduti per patologie collegate alla esposizione all'amianto, e 237 risultano contaminati ma secondo l'inchiesta, coordinata dal Procuratore capo, Rosario Cantelmo e dai pm, Roberto Patscot e Elia Taddeo, le attivita' dell'Isochimica, avrebbero causato "un numero imprecisato di decessi e malattie tra gli abitanti e residenti di Borgo Ferrovia".

L’udienza era utile per il numero di parti civili annesse in questa fase, oltre agli operai, famiglie delle vittime, il Comune di Avellino, sindacati, il partito Rifondazione Comunista e le associazioni Libera, Lotta per la vita e Aiea (Associazione piemontese contro l’amianto).

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