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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Processo ai "Furbetti del Genio Civile", chiesta l'assoluzione per la tenuità del fatto

Nella giornata di oggi, presso l’aula di Corte d'Assise del Tribunale di Avellino, ha avuto luogo una nuova udienza relativa al caso dei "Furbetti del Genio Civile"

Nella giornata di oggi, presso l’aula di Corte d'Assise del Tribunale di Avellino, ha avuto luogo una nuova udienza relativa al caso dei "Furbetti del Genio Civile". Alcuni difensori degli imputati hanno discusso, altri discuteranno nel corso della prossima udienza. Ovviamente, veniva richiesta l'assoluzione per la tenuità del fatto, al di là di ulteriori questioni che sono state sollevate. 

Nel corso dell'udienza precedente - datata 18 marzo - si era proceduto alla discussione soltanto per il custode, difeso dall'avv. Brigida Cesta. Per l'uomo, infatti, si era venuto a creare un vizio nella formulazione del capo d'accusa.

Il giudizio viene rinviato al 9 maggio. 

Il 31 marzo scorso disposti altri 16 licenziamenti 

Appena il 31 marzo scorso, la Regione Campania ha disposto il licenziamento di altri 16 dipendenti che, nei mesi scorsi, erano giunti al pensionamento. Allo stato attuale sono 32 i lavoratori statali raggiunti da tale provvedimento, ai quali si aggiungono 7 persone sospese per un periodo di 6 mesi, per un totale di 39 assenteisti. Non è da escludere, inoltre, che la Regione possa continuare quest'operazione verità: nel mirino, infatti, di Palazzo Santa Lucia vi sarebbero almeno altri 12 dipendenti, le cui posizioni sono ancora in corso di valutazione. 

Assenteismo nel pubblico impiego

Il procedimento penale trae origine dagli accertamenti avviati, nell’ottobre del 2017, dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino, i quali hanno proceduto ad appostamenti e pedinamenti nonché, contestualmente, alla video sorveglianza dei soggetti monitorati, grazie ad un nutrito sistema di telecamere, installate all’interno ed all’esterno dell’Ufficio Pubblico coinvolto. Le indagini si sono, poi, articolate attraverso la puntuale analisi della documentazione acquisita presso varie Unità Operative Dirigenziali della Regione Campania e presso l’I.N.P.S. di Avellino, enti che risultano aver erogato le retribuzioni in favore dei 51 accusati di truffa aggravata e uso improprio del badge marcatempo, con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di relazioni d’ufficio. Le attività investigative svolte hanno consentito di documentare come i dipendenti pubblici, pur risultando fittiziamente in servizio, anche grazie all’assiduo scambio dei badge elettronici, fossero soliti allontanarsi dal proprio posto di lavoro, senza giustificazioni e senza far rilevare l’assenza mediante l’apposito dispositivo. Solo per il mese di maggio 2018, le ore fraudolentemente attestate - ma in realtà mai rese - risultano circa 1.000, le indebite timbrature sono oltre 400, mentre gli allontanamenti ingiustificati superano i 1.400.

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