Cronaca

Scandalo diplomi, gli indagati scelgono di non rispondere

Gli ultimi aggiornamenti sul processo relativo allo scandalo diplomi fasulli che ha investito Avellino e non solo

Gli ultimi aggiornamenti sul processo relativo allo scandalo diplomi fasulli che ha investito Avellino e non solo, prosegue senza sosta. Tre dei sei indagati hanno scelto di rimanere in silenzio. Ernesto Capone, il funzionario del provveditorato agli studi di Avellino, invece, ha scelto di rispondere alle domande del magistrato. Altri due indagati, infine, hanno scelto di rinunciare all'interrogatorio. Il giudice, per tutti gli indagati,  hanno confermato la misura cautelare. Gli avvocati hanno già presentato il ricorso al Riesame.

La sentenza per "Mister 2000" e per tutti gli altri 

La sentenza di primo grado pronunciata dal collegio presieduto dal giudice Roberto Melone nei confronti di Antonio Perillo, il collaboratore esterno della Cisl Scuola Irpinia-Sannio, accusato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio nonché di falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale, ha portato alla condanna a 4 anni e 6 mesi

Perillo è stato smascherato da Striscia la Notizia. L'inviato irpino, Luca Abete, lo ha inchiodato mentre consegnava in cambio di 2.300 euro un diploma a una donna; che le sarebbe poi servito per aumentare il proprio punteggio per il concorso d’accesso nel personale Ata.

Oltre a “Mister 2.000 euro”, sono 43 le persone iscritte all’elenco degli indagati in un filone d’inchiesta parallelo. Assolto, invece, l’altro imputato che svolgeva il ruolo di esaminatore in un istituto di formazione privata del capoluogo. La richiesta della pubblica accusa, rappresentata dalla pm Antonella Salvatore, era di sette anni per Perillo e cinque anni e sei mesi per l’altro imputato.  

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