Cronaca

Processo a Damiano Genovese, la pistola posseduta dall'ex consigliere proveniva dalla Germania

Legalmente denunciata nel 1975, era stata rubata dal legittimo proprietario che ne aveva denunciato il furto

La pistola che Damiano Genovese possedeva per proteggersi, a suo dire, da eventuali furti nella sua abitazione proveniva dalla Germania. È quanto emerso dall'udienza odierna, nell'ambito del processo che vede l'ex consigliere del Comune di Avellino rispondere dei reati di detenzione abusiva di armi e ricettazione, con aggravante mafiosa.

L'arma era stata legalmente denunciata dal suo legittimo possessore

In data odierna, il collegio giudicante, presieduto dal magistrato Luigi Buono, ha ascoltato la testimonianza del brigadiere Gianluca Restieri, il quale ha dichiarato di aver ritrovato, nel corso della perquisizione a casa di Genovese, una pistola con delle munizioni. Il testimone ha, inoltre, riferito di aver ordinato la perquisizione, a seguito dell'esplosione di alcuni colpi di pistola nei confronti di alcune auto nei pressi di Contrada Sant'Eustachio, tra le quali figurava anche quella dello stesso Genovese.

Successivamente, è stato ascoltato anche il perito balistico, l'ingegnere Alessandro Lima, il quale ha fornito l'identikit dell'arma. Si tratta di una pistola proveniente dalla Germania, legalmente denunciata nel 1975 e che, circa quarant'anni dopo, verrà sottratta al suo legittimo proprietario, di cui è stata acquisita, in aula, la denuncia.

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