Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Processo "Aste OK", nuove testimonianze in aula: "Non ho ceduto alle richieste di Aprile"

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza relativamente all'inchiesta giudiziaria ribattezzata "Aste Ok" e che ha visto sul banco degli imputati ben 22 persone

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza relativamente all'inchiesta giudiziaria ribattezzata "Aste Ok" e che ha visto sul banco degli imputati ben 22 persone, accusate a vario titolo, di associazione finalizzata alla turbativa delle aste fallimentari, alla tentata estorsione e all’intestazione fittizia di beni.

"Oggi udienza fiume nell’aula bunker del tribunale di Napoli. Processo alla criminalità organizzata per il racket delle aste giudiziarie. Finiremo molto tardi, forse stanotte - afferma l'avvocato Carlo Taormina - istruttoria molto difficile ma vicenda di grande importanza sociale perché cessi questo scempio della sistematica rapina di debitori esecutati che vengono ricattati per farli tornare in proprietà degli immobili persi con un sistema che fa capo a una organizzazione camorristica “specializzata”. Difendo un imprenditore al quale si attribuisce un coinvolgimento nelle operazioni. Tutto converge perché la tesi accusatoria risulti infondata e per questo mi sto battendo", conclude.

Oggi hanno avuto luogo tre nuove escussioni. È stato ascoltato Ermelindo Romano, il quale affermava di non aver mai dato denaro ad Armando Aprile. Di non aver mai ceduto alle richieste estorsive che quest'ultimo avanzava nei suoi confronti. Inoltre, il testimone ha affermato in aula di non essere mai stato interessato a rientrare in possesso dei propri beni andati all’asta, nonostante il ribasso del valore del 98% dopo che molte di queste erano andate deserte. Non aveva la forza economica per poterli riacquistare. Il secondo testimone ha sconfessato interamente quanto dichiarato da Romano, affermando - invece – che Carlo Dello Russo non era stato inviato da Livia Forte ma, bensì, dallo stesso Romano. 

Aste Ok e il coinvolgimento del Nuovo Clan Partenio

L’indagine, convenzionalmente denominata “ASTE OK”, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del c.d. “Nuovo Clan Partenio” (egemone nel capoluogo irpino, oggetto dell’operazione “PARTENIO 2.0”, condotta il 14 ottobre del 2019), nonché da imprenditori e professionisti. Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla “cabina di regia” delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia. In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti di immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società di intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari esecutati la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.

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