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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca

Processo al Nuovo Clan Partenio, continua l'analisi degli spostamenti delle vetture intercettate

Continua il processo che vede imputati gli affiliati del Nuovo Clan Partenio, accusati, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, tentata estorsione, usura e turbata libertà degli incanti

Continua il processo che vede imputati gli affiliati al Nuovo Clan Partenio; accusati, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, tentata estorsione, usura e turbata libertà degli incanti. Nella giornata di oggi, esattamente come nella scorsa udienza, aveva luogo l’esame di un altro carabiniere che si è occupato delle indagini relative alle intercettazioni e a quanto registrato dal GPS. Con l'ausilio del Maresciallo dell'Arma, venivano analizzati gli spostamenti delle vetture intercettate. Nel corso dell’escussione odierna. ancora, ci si è soffermati soprattutto su una cena svoltasi in un ristorante di Bagnoli Irpino, nel gennaio 2016. Erano presenti Nigro Ernesto, Galdieri Pasquale e altri amici. E a un controllo di polizia che ha coinvolto i presenti alla cena. Riferiti, ancora, i riscontri fatti dai carabinieri del nucleo investigativo in merito ad alcune dichiarazioni pronunciate da Livia Forte in merito ad alcune aste avvenute presso il Tribunale di Avellino.La prossima udienza, adesso, è attesa il 28 novembre prossimo, quando ci sarà il controesame dell'avvocato Gaetano Aufiero.

Processo al Nuovo Clan Partenio, il filone dell'estorsione e dell'usura

Questo filone processuale è relativo all’inchiesta condotta dalla Dda di Napoli sul clan Partenio che vede alla sbarra i fratelli Pasquale e Nicola Galdieri, ritenuti a capo dell’organizzazione malavitosa irpina, insieme ad altre persone. Nelle oltre mille pagine di ordinanza cautelare è evidenziato lo spessore criminale del clan diretto dai fratelli Galdieri che si occupavano di usura ed estorsioni. Per gli inquirenti, infatti, il gruppo criminale è nato dalle ceneri del vecchio clan Partenio che a fine anni ’90 ha insanguinato la provincia di Avellino. Un’organizzazione che faceva capo ai Genovese che gestiva un grosso traffico di cocaina. 

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