Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Presunta estorsione alla Capaldo Spa, i dipendenti confermano le accuse: "Cera un'atmosfera pesante all'interno dell'azienda"

Questo processo ha avuto origine da un'inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo sotto la guida dei pm Luigi Iglio e Cecilia De Angelis, scaturita dalla denuncia presentata dall’Usb (Unione sindacale di base) nel febbraio 2016

Nove imputati e settantanove parti civili, gli ex operai delle cooperative (difesi dagli avvocati Brigida Cesta, Giuliana Suppa, Savino, Silvia Calderoni, Dario Cierzo, Antonio Falconieri, Gerardo Santamaria, Federico Antoniello, Ennio Visconti, Angelo Guerriero e Vincenzo Giannattasio), sono i protagonisti del processo iniziato nel febbraio del 2022. Questo processo ha avuto origine da un'inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo sotto la guida dei pm Luigi Iglio e Cecilia De Angelis, scaturita dalla denuncia presentata dall’Usb (Unione sindacale di base) nel febbraio 2016, dopo diversi mesi di dispute portate avanti con manifestazioni e mobilitazioni a sostegno dei 129 lavoratori delle cooperative impiegati in subappalto dalla "Capaldo Spa".

Nella giornata odierna, il processo è ripreso presso il Tribunale di Avellino, e si sono verificate nuove escussioni.  Oggi, nel corso della  testimonianza, gli operai hanno espressamente riferito di percepire un'atmosfera pesante all'interno dell'azienda. Questo sentimento rifletteva la loro concreta preoccupazione di perdere il posto di lavoro nel caso non avessero accettato di firmare le conciliazioni proposte. La prossima udienza, adesso, è attesa per l'11 settembre, quando saranno sentiti altri dipendenti. 

Nel novembre del 2018, si era verificato un sequestro di due milioni di euro. I due principali imputati sono l'ex amministratore della Capaldo Spa, Gerardo Capaldo, e quello della Natana Doc, Giovanni Attanasio, difeso dagli avvocati Giovanni Chiarito e Vincenzo Ioele. I due imprenditori sono accusati di estorsione, poiché avrebbero costretto i lavoratori a firmare verbali di conciliazione sindacale, intascando così la somma di 1.940.082,85 euro, denaro che spettava di diritto a questi lavoratori e che è stato oggetto di sequestro. I due avrebbero obbligato 83 lavoratori, minacciando persino il licenziamento, a sottoscrivere verbali di conciliazione sindacale e ad accettare liquidazioni inferiori a quelle effettivamente dovute.

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