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Caso pressioni su De Luca, posizione di Vetrano sempre più difficile

Per i pm, non ci sono dubbi che Manna e l’avvocato avellinese Giuseppe Vetrano (che avrebbe accompagnato il marito del giudice Scognamiglio negli uffici di De Luca) abbiano esercitato una sorta di pressing per ottenere incarichi nel mondo della sanità, mentre non si può escludere che Mastursi avesse informato effettivamente De Luca dei contatti con i due

Per i pm, non ci sono dubbi che Manna e l’avvocato avellinese Giuseppe Vetrano (che avrebbe accompagnato il marito del giudice Scognamiglio negli uffici di De Luca) abbiano esercitato una sorta di pressing per ottenere incarichi nel mondo della sanità, mentre non si può escludere che Mastursi avesse informato effettivamente De Luca dei contatti con i due.

Quest’ultima, però, è solo un’ ipotesi: “Non si esclude che la promessa di Mastursi, sancita dall’invio dell’sms la sera del 16 luglio al Vetrano, sia stata avallata dal De Luca in un colloquio col Mastursi, nel pomeriggio del 16 luglio, quando i due erano entrambi a Napoli presso gli uffici della Regione: evenienza su cui non si è avuto alcun riscontro probatorio, al punto tale da imporre la richiesta di archiviazione”.

E se la posizione di De Luca va verso l’archiviazione, rischiano invece una richiesta di rinvio a giudizio l’ex capostaff Mastursi, l’avvocato Giuseppe Vetrano (in passato sostenitore di De Luca nella zona di Avellino), l’avvocato Gianfranco Brancaccio(che avrebbe stabilito un contatto tra Manna e Vetrano),Giorgio Poziello, e la coppia Manna – Scognamiglio.  Per i pm Corrado Fasanelli eGiorgio Orano, come racconta Il Mattino, non ci sarebbe nessun elemento in grado di provare un coinvolgimento del governatore della Campania nell’inchiesta che punta a fare luce sui rapporti tra Nello Mastursi, il suo capostaff, e l’avvocato Guglielmo Manna, marito di Anna Scognamiglio.

Secondo l’accusa, la giudice Scognamiglio “abusando della sua qualità e dei poteri decisionali nella suddetta controversia giudiziaria, in concorso con il coniuge Guglielmo Manna e con gli intermediari Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio, minacciando Vincenzo De Luca, per il tramite diGiuseppe Vetrano (ex coordinatore delle liste a sostegno del medesimo) e di Carmelo Mastursi (capo della segreteria ed assistente del presidente della Regione Campania) di una decisione a lui sfavorevole da parte del Tribunale – condizionata ovviamente dalla posizione della Scognamiglio come giudice relatore – con conseguente perdita della carica ricoperta, inducevano il medesimo a promettere a Guglielmo Manna – sempre per il tramite di Vetrano e Mastursi – la nomina a un importante carica dirigenziale nella sanità campana”:

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