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Il presepe che fa discutere: il bambinello nasce in un gommone

L'idea che scatenerà sicuramente i commenti di tutti è del controverso e per certi punti fuori le righe parroco Don Vitaliano della Sala. Ogni anno il parroco ha dedicato il presepe ad un tema sociale, non è nuovo dunque a simili manifestazioni

Il bambinello nasce nel gommone. Non è la pellicola di un film ma ciò che gli occhi dei fedeli della chiesa di San Pietro di Capocastello a Mercogliano possono osservare. L'idea che scatenerà sicuramente i commenti di tutti è del controverso e per certi punti fuori le righe parroco Don Vitaliano della Sala. Ogni anno il parroco ha dedicato il presepe ad un tema sociale, non è nuovo dunque a simili manifestazioni. Già nel 2002, raccontano le cronache di quei tempi fu autore di un presepe simile a quello odierno.

A spiegare il gesto lo stesso Don Vitaliano: "È un presepe di speranza. C'è l'immagine del bambino morto nel Mediterraneo. Non vogliamo assistere più ad immagini simili. Il bambinello ha un salvagente utile per salvare tante persone meno fortunate. Ma per salvarli c'è bisogno di leggi giuste, non certamente con i muri e i fili spinati.

Di fronte alla triste vicenda delle migliaia di profughi che scappano dalla guerra e dalla fame, e troppo spesso annegano nel Mediterraneo, ci viene voglia di girarci dall’altra parte o cambiare canale: perché rovinarci il Natale per difendere i diritti di gente che non conosciamo nemmeno? 
Mi sono confrontato a lungo con i documenti del Magistero della Chiesa, con un insegnamento che non tentenna nell’affermare l’assoluta priorità per il cristiano di farsi prossimo a chi non ha prossimo. E, in questo particolare momento storico, chi è più privo di prossimo dei fratelli immigrati, sradicati dalla loro terra, lontani dalla patria e dagli affetti? Accettare fino in fondo il Vangelo e l’insegnamento della Chiesa ci deve portare a denunciare fermamente l’imperante ondata di razzismo e ci deve far andare controcorrente".

Il parroco dal cuore grande si rivolge ai migranti: "vi invito a restare in Italia perché non è vero che venite a rubarci il posto di lavoro, perché non è vero che siete troppi, tanto da non poter essere integrati nel nostro tessuto sociale. Vi invito a restare in Italia perché in ogni caso avete qualcosa da regalarci, perché se restate, potete aiutare questo paese a cambiare, perché non ci sono soltanto quelli che non vi vogliono; per fortuna, ci sono tanti che sono contenti di avervi tra noi e non vedo per quale motivo debba comunque prevalere il razzismo. Rimanete in Italia se questo è il posto in cui vi piace vivere, perché i confini territoriali, l’idea di patria e di nazione fanno parte del passato: siamo tutti, egualmente, cittadini del mondo.

Madre Teresa di Calcutta chiedeva alle sue sorelle di dormire per terra, perché così avrebbero potuto far propria l’urgenza del disagio di quelli non hanno dove dormire: non scoraggiatevi, anche in Italia ci sono tante persone che se non dormono proprio per terra come le sorelle di Calcutta, sarebbero tuttavia davvero felici di stringersi un po’ per farvi posto".

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