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Ospedale “Luigi Sacco” di Milano: l'eccellenza è un cardiologo irpino

Grande merito per il prof. Maurizio di Biasi, originario di Guardia Lombardi, dirigente medico presso l'unita' di Cardiologia-emodinamica

Grande soddisfazione per l'Irpinia. Il Polo universitario dell’Azienda Ospedaliera “Luigi Sacco” di Milano garantisce importanti procedure innovative e rare nel campo cardiologico-interventistico ma, se questo è stato possibile, il merito è tutto del prof. Maurizio di Biasi, originario di Guardia Lombardi, dirigente medico presso l’unita’ di Cardiologia-emodinamica. L'annuncio è stato dato dal dott. Salvatore Pignataro, Responsabile delle relazioni esterne dell’Associazione medico-scientifica nazionale “Amici del Cuore – Pietro Di Biasi. 

Riportiamo il comunicato stampa in auge: 

“Con profonda soddisfazione abbiamo appreso del prestigioso traguardo sulle tecniche chirurgiche eseguite dal prof. Maurizio Di Biasi che proprio alcuni mesi fa  ha acquisito nuove e importanti  tecniche  interventistiche nel settore cardiologico presso il Boston Scientific-Institute for Advancing Science di Parigi. Il brillante professionista irpino ha effettuato due importanti interventi di cardiologia invasiva su due pazienti diversi definiti dal mondo scientifico di ultima generazione. Presso il laboratorio di cardiologia interventistica dell’Ospedale “Luigi Sacco” il cardiologo interventista ha eseguito i primi delicatissimi interventi, tutti perfettamente riusciti, per il trattamento della stenosi valvolare aortica severa con impianto di protesi valvolari di ultima generazione ( Lotus Valve System) attraverso una piccola incisione all’inguine. Altri recenti interventi innovativi nella tecnica eseguiti dal prof. Maurizio Di Biasi, sono stati quelli legati al trattamento interventistico dell’embolia polmonare massiva utilizzando il Sistema Endovascolare Ekosonic con Rapid Pulse Modulation. Quest’ultima procedura ha permesso di ottenere un ottimo risultato con netto miglioramento dei parametri emodinamici e clinici della paziente con  grande soddisfazione  visto che l’embolia polmonare presenta uno spettro di mortalità intra-ospedaliera a trenta giorni compreso fra 1% e >15%, fino a 30-40 percento.”

Una grande soddisfazione che coinvolge tutta Guardia Lombardi

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