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Caos profughi, arriva Mediaset: a Prata 30 persone in 60 metri con due bagni

Il caso di Prata di Principato Ultra alla ribalta nazionale: tre immigrati per 70 abitanti

I posti non ci sono per tutti, in pochi mesi il piccolo Comune di Prata si è trovato ad accogliere 135 migranti in un raggio d'azione limitato. Cinque cooperative, circa tre immigrati per ogni 70 residenti quando il piano del Ministero ne prevede tre per ogni mille abitanti.

Per queste ragioni il caso di Prata di Principato Ultra è salito alla ribalta nazionale. Ieri il sindaco Gaetano Tenneriello insieme alla comunità pratese era ospite del programma di rete 4 "Dalla Vostra Parte" per denunciare la difficile condizione in cui vivono i cittadini e i profughi allo stesso tempo.

"Quelle strutture secondo noi non sono idonee ad ospitare tutte queste persone - dichiara il primo cittadino - Vivono in trenta in una struttura di 60 metri quadrati con soli due bagni. Ma che condizioni umane sono queste?" Poi aggiunge: "Dei cinque centri di accoglienza che abbiamo in questa comunità il sindaco non ne è mai venuto a conoscenza - se non all'atto dell'insediamento. Adesso il numero di migranti è abnorme rispetto al numero degli abitanti. Ho chiesto al Prefetto di rimediare a questa situazione perché la comunità non può e non è più disposta a ricevere".

E infatti il sindaco Tenneriello, nonostante le rassicurazioni ricevute ieri in Prefettura ha deciso di proseguire per la sua strada, dando mandato ai tecnici del Comune di verificare le strutture dove sono alloggiati gli ultimi migranti arrivati.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'arrivo di altri 37 richiedenti asilo, da qui è iniziata la protesta dei cittadini che avvertono il problema dell'integrazione e assistono talvolta impotenti a condizioni al limite nelle quali sono costretti i profughi. Ai microfoni del giornalista Mediaset alcuni immigrati hanno dichiarato che non ricevono più il pocket money ,ovvero i due euro e cinquanta al giorno che gli spetterebbero. Non solo a quanto pare non tutte le cooperative sono in regola con i permessi. Un problema di sicurezza, quindi, oltre che di integrazione al quale Gaetano Tenneriello vuol mettere definitivamente la parola fine.

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