Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Passerella di politici al corteo di Pianodardine, ma la colpa è loro: lo dice l'Europa

Secondo la Comunità Europea sono gli amministratori i responsabili dei controlli sui livelli di inquinamento

La Commissione europea ha risposto ad un'interrogazione del portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini in cui veniva denunciato lo stato di inquinamento ambientale della valle del fiume Sabato.

Alla vigilia del corteo di protesta organizzato dal dott. Franco Mazza l'organismo esecutivo dell'Ue ha fornito un'articolata risposta in cui ha messo in evidenza che le responsabilità della situazione venutasi a creare e gli interventi da effettuare per tutelare la salute dei cittadini, sono a totale carico delle istituzioni e autorità amministrative e giudiziarie nazionali e regionali.

La direttiva europea 2008/50/Ce - specifica testualmente la Commissione Ue nella risposta - dispone che se in determinate zone o agglomerati il valore limite o il valore obiettivo della qualità dell'aria vengono superati, gli Stati membri devono provvedere a predisporre piani per conseguire i risultati previsti dalle norme europee. Nel luglio 2007 - aggiunge la Commissione - la Giunta regionale della Campania ha adottato un Piano di qualità dell'aria. In riferimento a tale Piano, la direttiva europea dispone un obbligo di risultati, ma non di mezzi che gli Stati membri devono utilizzare per conseguire i risultati. Nel luglio 2014 la Commissione ha avviato una procedura d'infrazione in diverse zone d'Italia interessate per la qualità dell'aria, incluse due in Campania, per non aver rispettato i livelli delle emissioni di particolato (Pm10) nell'aria.

Sulla base di quanto detto fino ad ora fa sorridere e allo stesso tempo infastidire l'idea che domani alcuni esponenti della politica locale prenderanno parte alla manifestazione, loro che hanno alimentato una condizione pericolosissima per la salute del cittadino. Loro che hanno rivendicato un progetto di sviluppo per l'area industriale esclusivamente in campagna elettorale cancellando all'indomani della competizione il nome della Valle del Sabato dalla cartina geografica. Ha quindi ragione Gambacorta quando dice che il problema non sta nello Stir, l'ordinanaza della provincia è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il problema di quell'area sta nella mala politica, nel disinteresse generale nei confronti di una zona periferica che ha dovuto fare i conti con l'Isochimica, l'incendio dell'Irm, l'elettrodotto interrato sotto la statale dell'Appia, l'inquinamento autostradale, delle industrie, dello stabilimento di rifiuti e in ultimo un odore infestante proveniente da una fabbrica di fagioli.

Dov'erano i sindaci mentre succedeva tutto questo? Mentre i cittadini morivano di tumore e i residenti erano e sono costretti a respirare tutt'oggi quell'aria? Quanti protocolli d'intesa anti-inquinamento sono stati firmati per farli cadere nel vuoto?

Secondo la direttiva quadro sulle acque (Wfd), spetta agli Stati membri mettere in atto le misure necessarie a proteggere le risorse idriche e a raggiungere un buono stato delle acque. Tali misure devono riflettersi nei piani di gestione dei bacini idrografici e nel programma delle misure da adottare. La verifica della conformità a tali norme è in primo luogo competenza degli organi amministrativi e/o giudiziari nazionali incaricati dell'attuazione della direttiva europea Wfd e che tali organi dispongono dei mezzi adeguati per far fronte al problema qualora i sospetti di violazione dovessero rivelarsi fondati.

Chi ha vigilato in questi anni? Ai sensi della direttiva 2004/35/Ce sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale - conclude la Commissione europea nella risposta a Pedicini -, gli operatori che abbiano causato danni significativi alla biodiversità, alle acque o al terreno sono responsabili del ripristino delle condizioni originarie, preesistenti al danno, delle risorse naturali. Essi devono adottare le misure di ripristino e sostenere tutti i costi di riparazione qualora il danno sia avvenuto dopo il 30 aprile 2007 e la loro attività non sia cessata entro tale data.

Domani i sindaci hanno scelto di aderire alla manifestazione, ma gran parte di loro in questi anni sono stati spettatori immobili di uno spettacolo indecoroso. Ci auguriamo che la storia possa cambiare.

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