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Cronaca

Percepiva Reddito di Cittadinanza e aveva scommesso oltre 300mila euro online: assolta

Questa, di fatto, è la prima volta che viene emessa una sentenza di questo tipo in Italia: "il gioco non è reddito"

Assolta perché il fatto non sussiste; questa è stata la sentenza emessa dal Collegio giudicante del Tribunale di Avellino, presieduto dal presidente Matarazzo, a latere Calabrese ed Eligiato. La 37enne C.A., difesa di fiducia dall'avv. Danilo Iacobacci, nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, allegata alla richiesta di Reddito di Cittadinanza presentata presso l'Ufficio Inps nel 2019, ometteva d'indicare la percezione di redditi per l'anno 2019 derivante da ricariche effettuate a mezzo carta di credito a lei intestata, a conti di gioco (sempre alla stessa intestati) per giochi e scommesse, così indebitamente percependo il reddito di cittadinanza. La donna, così facendo, ha indebitamente percepito l'erogazione del Reddito di Cittadinanza - da aprile 2019 a settembre 2020 - per un totale di 12.600 euro. 

Per la prima volta, in Italia, emessa sentenza simile 

Peccato che, in corso di ricezione del Reddito, la donna avesse scommesso oltre 300mila euro online. In data odierna veniva assolta, in accoglimento della tesi dell’avvocato Danilo Iacobacci; che ha sostenuto che il reddito è cosa diversa dal gioco. Questa, di fatto, è la prima volta che viene emessa una sentenza di questo tipo in Italia: "il gioco non è reddito". 

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