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Nuova scarcerazione per Pellegrino Capaccio, la Cassazione accoglie il ricorso della difesa

La Corte Suprema di Cassazione, annullando senza rinvio l'ordinanza emessa dalla Corte di Appello di Napoli in data 16 luglio 2020, ha quindi dato ragione ai difensori dell'atripaldese ordinandone l'immediata scarcerazione

Alle 11:00 di questa mattina si sono nuovamente aperte le porte del carcere per Capaccio Pellegrino, pluripregiudicato di Atripalda detenuto nel Carcere di massima sicurezza di Catanzaro.

Questa volta l'ordine di scarcerazione è giunto direttamente da Roma, laddove la Suprema Corte di Cassazione, Prima Sezione Penale, in accoglimento pieno del ricorso avanzato dai difensori di Capaccio Pellegrino, gli avvocati Rolando Iorio del Foro di Avellino e Pasquale Massimiliano Tranchida del Foro di Marsala, ha annullato senza rinvio l'ordinanza emessa dalla Corte di Appello di Napoli.

Una vera e propria battaglia legale quella combattuta da un lato dalla Procura Generale di Napoli e dalla Corte di Appello di Napoli e dall'altro dagli avvocati difensori del Capaccio, conclusasi con il pieno accoglimento della tesi difensiva così come suggellato dalla Surema Corte di Cassazione che ha annullato definitivamente l'ordinanza emessa dalla Corte di Appello con la quale erano stati comminati ben tre anni di reclusione al pluripregiudicato irpino.

In particolare, nel mese di Dicembre 2019 la Corte di Appello di Napoli, dopo una serrata arringa del difensore di fiducia del Capaccio, l'Avv. Rolando Iorio, rigettava l'istanza avanzata dalla Procura Generale di Napoli con la quale si chiedeva la revoca dell'indulto già concesso al Capaccio, con un conseguenziale aumento di pena di ben tre anni.

La Corte di Appello di Napoli, dopo aver in un primo momento rigettato l'istanza avanzata dalla Procura, ritornava sui propri passi, qualificando il primo provvedimento come frutto di un errore materiale e contestualmente, con ordinanza del 16 Luglio 2020, revocaca il beneficio dell'indulto al Capaccio al quale veniva quindi comminata una pena definitiva da espiare di ben 3 anni di carcere.

Contro questo provvedimento ricorrevano i difensori del Capaccio denunciandone l'illegittimità.

La Corte Suprema di Cassazione, annullando senza rinvio l'ordinanza emessa dalla Corte di Appello di Napoli in data 16 Luglio 2020, ha quindi dato ragione ai difensori dell'atripaldese ordinandone l'immediata scarcerazione.

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