Parroco sospeso: inviava avances sessuali a uomini sposati

Il prete è stato immediatamente rimosso. L’avvicendamento del giovane pastore è stato giustificato con dei problemi di salute di quest’ultimo

Assolutamente incredibile ciò che è accaduto ad Avellino: un giovane prete ha inviato messaggi hot a uomini sposati. Nei suoi confronti è stato avviato l'iter per la sospensione a divinis della cura di una parrocchia della periferia di Avellino, a cui venne assegnato cinque anni fa. Stando sempre alle ultime indiscrezioni, era proprio lui il prete che, un pò di tempo fa, diffuse alcuni volantini con accuse infamanti nei confronti di altri preti. Questa decisione è voluta da Mons. Arturo Aiello dopo il confronto con il prelato. L’avvicendamento del giovane pastore è stato giustificato con dei problemi di salute di quest’ultimo.

La vicenda dei volantini del "Corvo"

Volantini contro la curia di Avellino

Tutto ebbe inizio proprio il giorno successivo alla visita in Campania di Papa Francesco, quando una missiva fu indirizzata al Vescovo di Avellino, Arturo Aiello: “I peccati della chiesa avellinese che tutti conoscono e nessuno dice”.  

La risposta di Aiello non tardò ad arrivare: 

"Pensavo che i cecchini stessero soltanto a Sarajevo". 

I volantini del “corvo”, con tanto di foto, furono ritrovati nella chiesa di San Ciro e accusavano gravemente i sacerdoti. Le indagini della Digos sono state indirizzate principalmente sulla visione dei filmati delle telecamere delle zone in cui furono lasciati i volantini.  Adesso, chiarezza è stata fatta sulla vicenda. I volantini furono la vendetta del giovane parroco che, scoperto, fu punito dalla curia avellinese. 

Il lato oscuro e "depravato" della Chiesa

La vicenda di Avellino diventa pubblica proprio il giorno dopo le pesanti accuse mosse dall'ex nunzio apostolico Usa, Carlo Maria Viganò, nei confronti di Papa Francesco. Viganò ha voluto denunciare la lobby gay e l'insabbiamento delle violenze:

“Dal 2006 i vertici della Chiesa sapevano degli abusi sessuali del cardinale Theodore McCarrick. Papa Benedetto XVI era intervenuto, confinandolo nel silenzio. Ma la protezione della lobby gay, potentissima in Vaticano, gli ha consentito di diventare uno degli elettori di Papa Francesco. Io stesso, 5 anni fa, ho informato Bergoglio della condotta di McCarrick, ma senza esito. Ora che le sue turpitudini sono conclamate, il Papa deve dare l'esempio e dimettersi”.

Un'accusa clamorosa arrivata a poche ore dalle dichiarazioni del Pontefice, che da Dublino aveva ammesso:

“Gli abusi dei preti pedofili sono una vergogna, la Chiesa ha fallito”.

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