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Cronaca Aiello del Sabato

Segregata in casa, parla il Professor Crepet: "Se tutto è come abbiamo letto, spero che i giudici siano il più possibile severi"

Ospite ad Atripalda di un'iniziativa organizzata dal Consorzio di Ambito A5, il noto psichiatra e sociologo si è espresso sulla vicenda di cronaca che ha scosso la comunità di Aiello del Sabato: "Siamo all'inizio, lasciamo lavorare il Magistrato e gli avvocati, non credo ci sia un solo responsabile". E sulle tecnologie digitali: "Hanno rappresentato il grande cambiamento dieci anni fa"

Presso la Chiesa San Nicola Da Tolentino ad Atripalda, si è svolto l'incontro promosso dal Consorzio dei Servizi Sociali Ambito A5 nell'ambito del progetto "Formando". Ospite di eccezione il Professore Paolo Crepet, che ha tenuto un interessante approfondimento sul tema dell'educazione e della genitorialità.

L'evento ha rappresentato anche l'occasione per uno spunto di riflessione sulla grave vicenda di cronaca emersa qualche giorno fa, ad Aiello del Sabato, dove una donna 47enne è stata arrestata dai Carabinieri, in quanto gravemente indiziata dei reati di “maltrattamenti in famiglia", "lesioni personali aggravate" e “sequestro di persona" ai danni della figlia, una ragazza di 21 anni ritrovata legata con una catena alla ringhiera delle scale interne della sua abitazione.

"Se sei disagiato economicamente, non tieni una ragazzina chiusa dentro"

"Siamo all'inizio della vicenda, non voglio togliere il lavoro al Magistrato o agli avvocati che faranno le loro deduzioni" esordisce Crepet. "Spero che, se tutto è come abbiamo letto, i giudici siano il più possibile severi nei confronti dei responsabili. Io non credo che sia una persona sola. Il Covid ha inciso poco. Non conosco il contesto familiare. Ma anche se fossero miserabili o in una condizione economica disagiata, di ciò se ne occupa il Comune. Che si fa? Si tiene una ragazzina chiusa dentro perché sei disagiato?".

"L'età di esordio sui social è sempre più precoce, il risultato è terrificante"

"Noto delle cose: per esempio, come sia cambiato il mondo dei ragazzi e delle ragazze" continua il Professore. "Non voglio dare responsabilità uniche alle tecnologie digitali, ma esse hanno rappresentato il grande cambiamento, dieci anni fa. Se è vero, come è vero, che l'età di esordio dell'uso dei social sia sempre più precoce, questo comporta inevitabilmente anche un cambiamento della vita, del senso della libertà e delle richieste di tale libertà. Non si può stare dieci ore davanti ai social e poi fare anche il seratone. Tutto ciò porta a un risultato terrificante. C'è qualcosa che non funziona, un non-amore nei confronti dei ragazzi e delle ragazze. Se davvero ci interessasse così tanto il futuro dei nostri ragazzi, avremmo scuole migliori, meritocratiche. La scuola è fallita, totalmente". 

Pelosi: "Necessaria un'azione virtuosa in cui i nostri piccoli possano crescere"

Queste le dichiarazioni del Presidente del Consorzio A5, nonché sindaco di Serino, Vito Pelosi: "A me preme sottolineare un punto fondamentale: un'azione virtuosa, in cui confluiscono risorse dell'infanzia, deve includere anche un'organizzazione e un percorso formativo-culturale in cui i nostri piccoli possano crescere. Noi, come Consorzio, ci poniamo come Ente importante in questo percorso di crescita e appuntamenti come questi sono fondamentali rispetto a tale funzione".

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