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Cronaca

Scandalo a Bellizzi, pallone "farcito" di telefonini per i carcerati

La nota del Sappe

Rportiamo di sefguito una nota del Sappe. Brillante operazione di intelligence tra la Polizia Penitenziaria e Carabinieri. Questa mattina sono stati fermati tre individui sospetti nei pressi dell’intercinta della Casa Circondariale di Avellino. Nell’operazione, i colleghi hanno rinvenuto un pallone, tipo supersantos, con all’interno ben 16 cellulari tra smarphone e micro telefonini. Ancora una volta la professionalità messa in campo dalla Polizia Penitenziaria fa da argine ai tentativi della criminalità, a tutela della legalità, interrompendo un traffico illecito tra l’esterno e l’interno del Penitenziario. Nell’episodio specifico il pallone con il suo contenuto era pronto per essere lanciato oltre il muro di cinta probabilmente per cadere nel campo sportivo per rifornire i malavitosi dei cellulari, occorrenti a favorire i loro contatti. L’altra sera l’istituto è stato sorvolato da un drone che di sicuro ha ripreso gli spazi interni forse proprio per lanciare con precisione il pallone all’interno del penitenziario. I tre fermati sono stati rilevati dai Carabinieri per i dovuti accertamenti mentre il pallone con il suo contenuto posto sotto sequestro e a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria competente”.   Fattorello ricorda gli allarmi lanciati dal SAPPE da diversi mesi:   “Anche tramite i pacchi postali destinati ai detenuti in periodo di COVID 19 si sta tentando di fare entrare nelle carceri di tutto. La Polizia Penitenziaria è impegnata nel contrasto di questo nuovo fronte di illegalità, che sta iniziando a creare grosse ed evidenti difficoltà al sistema”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, torna a sollecitare interventi urgenti da parte delle Istituzioni:

“Non sappiamo più in quale lingua del mondo dire che le carceri devono essere tutte schermate all’uso di telefoni cellulari e qualsiasi altro apparato tecnologico che possa produrre comunicazioni nonchè altrettanto necessario è prevedere uno specifico reato penale per coloro che vengono trovati in possesso di cellulari in carcere. I penitenziari sono sicuri assumendo i provvedimenti necessari per potenziare i livelli di sicurezza e nuovi Agenti di Polizia Penitenziaria. Anche i droni, se da un lato hanno grandi possibilità di sviluppo, comportano, però, anche innumerevoli questioni in termini di privacy e di sicurezza, in quanto per la loro natura si prestano ad essere impiegati in diverse attività illecite. Con riferimento alla sicurezza negli Istituti penitenziari, è dal 2015 che abbiamo denunciato l’introduzione illecita di sostanze stupefacenti, e di oggetti comunque non consentiti, all’interno degli Istituti penitenziari, mediante appunto l’utilizzo dei droni. Pensiamo cosa potrebbe accadere se un drone riuscisse a trasportare esplosivo o armi dentro a un carcere… Io credo che la Polizia Penitenziaria debba disporre di un Nucleo di poliziotti penitenziari specializzati ed esperti nell’utilizzo e nella gestione dei droni sia in ottica preventiva che dissuasiva dei fenomeni di violazione degli spazi penitenziari o di introduzione di materiale illecito di qualsiasi natura. Per altro i droni si prestano bene alla ricognizione delle aree vicine ad un carcere e possono fornire valido aiuto: pensiamo, ad esempio, in caso di evasione giacché consentono velocemente di rilevare e monitorare ampi spazi senza essere visti. Ovviamente al drone si devono accompagnare strumenti di ultima generazione, ad esempio software in grado di utilizzare i frame dei video mandati alle centrali operative e, soprattutto, una formazione specializzata per il personale.”

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