Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Neonazista Ordine di Hagal: al suo interno 46enne di Montoro e giovani indottrinatori irpini

Ventisei persone risultano indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista

L’associazione sovversiva neonazista conosciuta come l’Ordine di Hagal è finita al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli, guidata dal procuratore Giovanni Melillo, che nella giornata di ieri 19 ottobre ha portato all'esecuzione di perquisizioni nei confronti di 26 persone, che ora risultano indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista.

La Polizia di Stato ha eseguito perquisizioni a raffica a Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara. Tra le persone perquisite tanti giovani che, tuttavia, non risultano iscritti nel registro degli indagati. Secondo gli inquirenti, a ricoprire rispettivamente il ruolo di presidente e vicepresidente dell'Ordine neonazista erano Maurizio Ammendola, 40 anni di Maddaloni, e Michele Rinaldi, 46enne di Montoro. Tra le persone perquisite risultano anche due giovani irpini, un 20enne di Avellino e una 28enne di Pietrastornina, che avrebbero il ruolo di indottrinatori.

Come si addestravano i neonazisti?

I neonazisti si addestravano alla guerra in campi di addestramento paramilitari della Campania. Sono state ritrovate anche armi da softair modificate per sparare proiettili veri. L'indagine è volta a verificare l'esistenza di una associazione sovversiva neonazista e suprematista, diffusa in tutt'Italia e con collegamento con analoghe organizzazioni ucraine. L'inchiesta è condotta dai pm Claudio Onorati e Antonello Ardituro, coordinati dal procuratore capo Giovanni Melillo. Indagini affidate alla Digos di Napoli e della Direzione centrale della polizia di prevenzione Ucigos – Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno.

Stando a quanto riferisce la Procura di Napoli, l'associazione neonazista sarebbe organizzata dal cosiddetto “Ordine di Hagal”. Un’organizzazione gerarchica volta a realizzare un avanzato addestramento militare dei suoi adepti. L'associazione neonazista avrebbe avuto base operativa nella provincia di Napoli. I campi di addestramento si sarebbero trovati tra il Napoletano e il Casertano. I pm indagano sulle condotte che sarebbero riconducibili all'agire di gruppi organizzati di matrice neonazista, dediti a campagne di apologia del fascismo, negazionismo della Shoah, incitazione all'odio razziale e all'antisemitistmo. Si coordinavano attraverso le chat Whatsapp e i canali Telegram.

In procinto di compiere azioni eclatanti

Nelle perquisizioni eseguite oggi e nel mese di maggio nei confronti di alcune persone indagate a seguito delle intercettazioni di comunicazione aventi ad oggetto la disponibilità di armi e la programmazione di eclatanti azioni violente. Tali perquisizioni consentivano di rinvenire munizioni, numerose armi softair, fra cui anche un lancia-granate, abbigliamento tattico militare, nonché numerosi devices oggetto di successivi accertamenti tecnici". Le armi softair sarebbero state modificate per sparare proiettili veri. Infine, secondo le indagini della Procura, emergevano anche contatti e frequenti rapporti con formazioni ultranazionaliste ucraine, apertamente neonaziste, come il Battaglione Azov, la Misantrophic Division, il Pravi Sector e Centuria, anche in vista di reclutamenti nelle fila di tali gruppi militari combattenti.

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